Allarme 14enni a Milano: una su sei ha già fatto sesso, senza precauzioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:14

Si abbassa sempre più l’età del primo rapporto sessuale per le ragazzine milanesi: secondo i dati di un recente sondaggio della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) svolto su 600 ragazze sotto i 26 anni, una teenager milanese su 6 perde la verginità a 14 anni, spesso tra i banchi di scuola (10%) e spesso senza profilattico (37%), aumentando il rischio di trasmissione di virus come l’Hiv, e il 20% ricorre solo al coito interrotto. I dati sono stati resi noti ieri dall’assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, durante la premiazione del concorso di promozione del test Hiv organizzato dall’associazione «Milano contro l’Aids».

Comportamenti sessuali impropri tra i teenagers milanesi

Per 6 ragazze su 10 la prima volta è fra i 15 e i 18 anni: il fidanzato è solo un partner occasionale, che non durerà più dell’anno scolastico. Il 43% delle intervistate ne ha già avuti 4 dopo il primo. Comportamenti sessuali impropri e a rischio Hiv che preoccupano le istituzioni della metropoli. Su 11 casi di nuovi infettati a livello nazionale, 2 infatti nascono nel capoluogo lombardo.

«Siamo di fronte a un gigantesco problema di prevenzione», ha sintetizzato l’assessore, sottolineando come i giovani sottovalutino il problema. Per fronteggiare l’emergenza, Milano avvierà una politica seria di educazione sessuale e punterà sul counselling. Entro un mese al Policlinico di Milano nascerà un laboratorio che farà servizio di consulenza su temi come le malattie sessualmente trasmesse, Aids in cima alla lista. «Verranno accolti i ragazzi nel pomeriggio – spiega l’assessore – e verranno date loro anche “istruzioni per l’uso” in materia di sesso, ma anche su altre patologie riguardanti ad esempio l’alimentazione e la dermatologia».

Landi lancia l’allarme soprattutto sullo spettro dell’Hiv, ormai pericolo concreto anche per gli under 18, e ricorda che «a febbraio l’Istituto superiore di sanità ha diffuso una nota in cui annuncia che in Italia un centro medico diagnostico su 5 consente ai minorenni di sottoporsi al test dell’Hiv, senza presentare il documento di identità né la ricetta medica, benché la legge imponga il via libera dei genitori. È un segnale incoraggiante da cogliere a livello istituzionale e medico».

Va ricordato anche che nel 55% dei casi le giovani scelgono un partner più esperto e si proteggono con il preservativo. Il 15% usa la pillola anticoncezionale, percentuale che raddoppia per i rapporti sessuali successivi (32%). Inoltre ci sono ancora ragazze (il 28%) che considerano la verginità un valore.

Adriana Ruggeri