Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Belisario sul lodo Alfano bis: il Parlamento è sotto sequestro

Belisario sul lodo Alfano bis: il Parlamento è sotto sequestro

Roma, 28 aprile. Si fanno sentire le prime reazioni all’introduzione del Lodo Alfano di seconda stesura, del quale si è già parlato su questo giornale, in particolare nella sezione delle notizie di Primo Piano di oggi. Felice Belisario, presidente dei senatori facenti parte dell’Italia dei Valori, ad esempio, si è espresso in queste ore in netta opposizione alla possibilità di adottare un atteggiamento mutamente rassegnato.

”L’arroganza del governo – ha dichiarato Belisario – e della maggioranza  è senza limiti: la Corte Costituzionale ha bocciato il lodo Alfano, ed ecco che una norma identica viene riproposta, solo per creare un altro corto circuito istituzionale”. Infatti, secondo l’analisi belisariana, che possiamo supporre ampiamente condivisa in sede Idv, ”questo artificio serve solo per aggirare il giudizio della Consulta, non certo quello degli italiani”.

”Siamo con ciò di fronte ad una vera e propria dittatura – sostiene ancora Felice Belisario –  della maggioranza che, come un carro armato, schiaccia tutto quello che incontra. Ma gli italiani impediranno che la Costituzione venga profanata da questa truffa giuridica, architettata solo ed esclusivamente per consentire a Berlusconi di non sottoporsi alla legge”. Parole duramente risentite, quelle di Belisario, ma anche ottimistiche dal suo punto di vista, dal momento che ripongono la loro speranza e l’aspettativa che sottintendono nelle menti e nelle intenzionalità degli italiani, così come nel loro senso civico e di partecipazione.

”E’ inaccettabile – conclude infine il presidente dell’Idv al Senato – che mentre il Paese si trova ancora a fare i conti con una crisi durissima, con la continua perdita di posti di lavoro, con l’emergenza corruzione, il Parlamento sia posto sotto sequestro, ingolfato da leggi studiate solo per risolvere i guai giudiziari del presidente del Consiglio”.

A breve è prevedibile che si vedano altre dure reazioni alle recenti mosse della maggioranza, portate avanti per ora con grande nonchalance, quasi si trattasse di diritti costituzionali posti in uso, e non dell’esatto contrario. Non mancheremo in queste pagine di osservare e dar spazio ad ulteriori commenti sullo sviluppo della presente situazione.

Sandra Korshenrich