Bologna: uccide suocera e accoltella marito

E’ successo tutto ieri mattina, quando Bruna Mantovani, presumibilmente in preda a un raptus di follia, ha raggiunto la camera in cui l‘anziana suocera si trovava ancora a letto per affondare più volte un coltello nel suo torace. Per la donna di 85 anni non ci è stato nulla da fare: Vanda Eraldi è morta poco dopo a causa delle profonde ferite inferte dalla mano omicida della nuora.

Ma non è tutto perché la Mantovani ha pensato subito dopo di raggiungere il marito al telefono per invitarlo a fare ritorno immediatamente a casa, in via delle Belle Arti a Bologna. Quando l’uomo è arrivato, la moglie ha alzato anche contro di lui la mano omicida, raggiungendolo con tre coltellate alle spalle. Nonostante le ferite, Leandro Ventura, è  riuscito ad allertare le forze dell’ordine che hanno disposto il suo immediato trasferimento all’ospedale Maggiore di Bologna dove è stato ricoverato non in pericolo di vita.

Una tragedia famigliare, scoppiata all’interno dell’abitazione che la coppia divideva con il figlio e con l’anziana donna morta ieri mattina intorno alle 10.30. Restano ancora da chiarire le dinamiche esatte dell’esecuzione domestica e il movente che sta alla base dell’efferato gesto compiuto dalla 51enne di Bologna. La donna, sotto shock, non ha infatti saputo fornire alcuna spiegazione di quanto è accaduto e si trova ancora all’ospedale S.Orsola, piantonata dagli agenti di polizia.

Gli investigatori stanno cercando di comprendere quali fossero i rapporti all’interno del nucleo familiare e stanno verificando se ad armare la mano di Bruna Mantovani possa essere stata la preoccupazione derivata da alcune difficoltà economiche. In una lettera, all’esame della polizia, scritta al figlio, la Mantovani avrebbe infatti rivelato l’esistenza di problemi sul fronte economico, seppure i primi accertamenti effettuati dagli investigatori sembrano non confermare tale informazione.

Entrambi i coniugi Ventura, infatti, lavorano nei cinema: il marito è stato maschera e poi direttore del cinema Odeon di via Mascarella, presso il qual collabora tuttora, mentre la moglie lavora al cinema Arlecchino. Anche il figlio della coppia – sentito nel pomeriggio di ieri dal pm Giuseppe Di Giorgio – ha un lavoro a tempo indeterminato. Quanto basta per supporre che la famiglia non riversi in condizioni di particolare indigenza e per ipotizzare che a spingere la donna a levare l’arma contro l’anziana suocera e il marito sia stato un motivo diverso e forse più doloroso.

Maria Saporito