Epilessia tra pregiudizi ed ignoranza

Il 2 maggio si svolgerà la “Giornata Nazionale per l’Epilessia”, una malattia neurologica che, spiega la LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia), a causa di ignoranza e pregiudizi, discrimina chi ne è affetto. Poiché si manifesta prima dei vent’anni, il pericolo è che la poca informazione si ripercuota sull’esperienza scolastica dei malati e degli educatori. Perciò la Giornata si fa promotrice dell’urgenza di un intervento formativo adeguato.

La crisi epilettica è una scarica improvvisa ed eccessiva di un gruppo, più o meno esteso, di neuroni facenti parte della sostanza grigia dell’encefalo. Essa può manifestarsi ad ogni età ed in forme molto diverse fra loro ed è tra le malattie neurologiche più diffuse, l’Organizzazione mondiale della Sanità calcola che dei 43 milioni che ne soffrono al mondo, circa l’85 per cento vive in paesi a basso e medio reddito.

Le cause dell’epilessia sono ancora sconosciute, dal punto di vista clinico si è soliti differenziare i tipi di epilessia

in genetiche, sintomatiche e criptogenetiche, tra le quali le sintomatiche sono le più frequenti, le cui cause sono riscontrabili in una lesione visibile nella risonanza magnetica.

Dopo aver diagnosticato la malattia neurologica attraverso strumenti come l’elettroencefalogramma, la TAC e la RMN (risonanza magnetica), questa può essere trattata, nella maggioranza dei casi, attraverso farmaci.

Si terrà il 2 maggio, in Italia, la “Giornata Nazionale per l’Epilessia“, Chi soffre di epilessia non è un diverso! Epilessia a scuola: parliamone insieme, è lo slogan della manifestazione organizzata dalla LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia), la quale per l’occasione presenterà a Milano, i risultati di un’indagine condotta sul tema.

La LICE informa che nel nostro paese soffrono di epilessia mezzo milione di persone, e che alla cifra se ne aggiungono ogni anno 30.000. La ricerca si basa sull’approccio verso la malattia dimostrato dagli insegnanti di scuola elementare e media, per comprendere l’impatto che l’epilessia ha nella società.

La maggior parte degli insegnanti è convinto che sia una malattia ereditaria dalla quale non si può guarire, cosa più grave il 60 per cento di loro non sa come comportarsi in presenza di una crisi.

Oriano Maccarelli, consigliere della LICE e neurologo presso l’università La Sapienza di Roma, è convinto in base ai dati raccolti, che urge la necessità di un intervento formativo.

Il messaggio principale della Giornata Nazionale per l’Epilessia è che il bambino affetto dalla malattia non deve essere considerato un diverso e quindi vittima di pregiudizi.

“L’ignoranza e i pregiudizi che circondano la malattia – spiegano i responsabili della LICE – possono ripercuotersi anche sull’esperienza scolastica sia di chi ne soffre sia di chi, nel mondo, nella scuola, esercita compiti educativi”.

Giulia Di Trinca


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