I bracconieri rapiti da una nuova mania: mangiare lo “spezzatino di ghiro”

Una brutta nuova mania sta prendendo piede in questi ultimi mesi nel nostro paese. Cacciare e uccidere il ghiro, uno degli animali più indifesi del panorama naturale mondiale. Dopo sei mesi di letargo, il ghiro, ancora un po’ intontito, rischia di cadere nelle trappole dei bracconieri affamati e cultori della sua bontà. Il piccolo roditore è infatti famoso per la prelibatezza delle sue carni. Tenerissime e molto saporite.

Già gli antichi romani ne gustavano la delicatezza nei loro luculliani banchetti.Ecco alcune fonti tratte dagli studi sull’argomento: “Durante la cena di Trimalcione, descritta da Petronio, e diventata la più celebre abbuffata dell’antichità, l’animale viene servito tra gli antipasti. Plinio e Varrone, due autori antichi, ci informano che i ghiri potevano essere allevati in recinti circondati da muretti oppure in orci di terracotta e nutriti con noci, castagne, nocciole e miele in modo da accelerarne e forzarne l’ingrassamento”. Molteplici voci dunque che attestano la presenza nelle ricette di questo povero ingrediente.

La caccia al ghiro è ormai una pratica comune in tanti paesi europei e extra-continentali, ma che sta sbarcando anche in Italia con una preoccupante rapidità. Catturare un ghiro non costa quasi nessuna fatica: è facile da adescare, nonostante sia un animale notturno. La sua lenta struttura fisica, simile a quella di un topolino, non passa inosservata viste le goffe movenze dell’animale.  Basta puntare un fascio luminoso dritto in viso per disorientarlo completamente.

I suoi piccoli, nelle prime tre settimane sono ciechi e nudi. Solo dopo questo periodo iniziale, saranno in grado di nutrirsi da soli. Diventano bersagli ancora più semplici. In autunno, prima di addormentarsi per sei mesi, l’animaletto incamera riserve nutrendosi di ghiande, castagne e frutti di bosco, alimenti molto nutrienti che lo fanno addirittura raddoppiare di peso. Un fatto che contribuisce alla sua passività. Si spera che vengano prese delle misure per difendere questo piccolo animale che fatica a difendersi da solo.

Alessandro Frau