L’ascesa della destra xenofoba in Europa. Borghezio: “Gioiamo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:06

La cosiddetta “onda razzista” allarga il proprio raggio d’azione. Se si vuole, l’ombra. Partiti di estrema destra d’ogni parte d’Europa cominciano ad accampare importanti pretese sui propri governi, forti di consensi solo pochi anni fa impensabili.

Alle presidenziali Austriache del weekend scorso la candidata del Fpoe Barbara Rosenkranz, d’estrazione dichiaratamente filo-nazista, ha raggiunto la significativa cifra del 15,6%. Allo stesso modo, in Ungheria, il partito conservatore Fidesz ha raggiunto i due terzi dei seggi parlamentari, congiuntamente alla formazione di matrice xenofoba Jobbik che si è consolidata fortemente come terza forza del paese. Quasi una cinquantina di seggi. Ad accomunare ulteriormente i flussi elettorali europei, la scarsa affluenza alle urne. Chiaro indicatore della disaffezione degli elettori nei confronti della politica.

L’Italia non fa eccezione. La Lega Nord, che la xenofobia non l’ha mai nè nascosta nè taciuta, sembrerebbe aver eroso, col tempo, la quota d’oro dell’attività governativa. Su questo e sull’ascesa dell’estrema destra continentale, così commenta Mario Borghezio, parlamentare europeo della Lega. “La Lega non è xenofoba ma gioisce del risultato Fpoe in Austria. In Europa c’è una forte affermazione di partiti identitari accusati di xenofobia perché raccolgono una forte domanda da parte degli elettori di difesa della propria identità minacciata dall’invasione extracomunitaria. La Lega – aggiunge il leghista – non condivide gli aspetti negativi di certi estremismi. Nel nostro pensiero e nella nostra azione politica non c’è traccia né di xenofobia, né di razzismo, né tantomeno di antisemitismo”.

La replica è del professor Tranfaglia, Italia dei Valori: “La Lega sostanzialmente ha una linea che è contro gli stranieri, in modo particolare contro quelli fuori della comunità europea. Lo dimostrano in tanti modi: per esempio, con la richiesta delle graduatorie regionali per gli insegnanti, per escludere quelli che non sono residenti in quella regione. La cosa tra l’altro è contraria alla Costituzione. Dunque che ci sia un atteggiamento discriminatorio da parte della Lega Nord è fuori discussione. Esiste – prosegue Tranfaglia – un problema di anticorpi democratici, di tradizione democratica e di difesa della Costituzione. Questi sono i problemi che abbiamo”.

Vincenzo Marino

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