Laura Bush: “A 17 anni ho causato la morte del mio fidanzato”

Per la prima volta la ex first lady si confida con l’america attraverso un libro in uscita ai primi di maggio.


Laura Bush, la ex first lady, ha deciso di confidarsi con gli americani attraverso una sorta di libro confessione in cui rivela particolari molto delicati del proprio passato.
Il tanto atteso libro sarà disponibile nelle librerie americane tra pochi giorni,  il 4 maggio, ma già fa molto discutere ovviamente.

Il titolo scelto dalla ex first lady, “Spoken from the heart” , in italiano si direbbe parlando con il cuore, è fondamentale poichè rivelatore delle reali intenzioni della moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti.

Laura Bush confida agli americani di essere tormentata quotidianamente da un tremendo senso di colpa per avere, involontariamente, causato la morte del suo fidanzato quando aveva appena 17 anni in seguito ad un brutto incidente d’auto.

Naturalmente, oltre a questi particolari intimi e segreti della sua vita, le intenzioni dell’autrice sono soprattutto politiche: Laura Bush difende a spada tratta il marito accusato di “incompetenza” da Nancy Pelosi, la spaeker della Camera, e di “menzogna” rivoltagli dal leader del Senato Harry Reid, entrambi democratici.
Secondo la ex first lady si tratterebbe di accuse “molto meschine e partigiane” .

Nel testo Laura Bush difende la condotta del consorte nell’affrontare la catastrofe di New Orleans, il devastante uragano katrina che distrusse quasi totalmente la città del Dixieland.
Al presidente venne rimproverato infatti di non essersi recato subito nella città ma di averla solo sorvolata in aereo, e di non avere saputo organizzare i soccorsi.
“Inizialmente”, scrive la ex first lady, “George si tenne lontano per non intralciare con il suo apparato di sicurezza e con il suo seguito quanti si adoperavano disperatamente per salvare la popolazione. Non voleva causare anche solo la perdita di un’altra vita umana”. 

Fiorenza Ciribilli