Lavoratori Bialetti in piazza: una tazza di caffè contro la delocalizzazione

Erano circa 50 e “armati” di tre grandi caffettiere (da 18, 12 e 6 tazze). Così i dipendenti dello stabilimento “Bialetti” di Omegna (Verbania), riunitisi ieri mattina a Torino davanti alla sede della presidenza della Regione, hanno voluto manifestare il loro dissenso contro il rischio di delocalizzazione paventato dal gruppo; offrendo ai passanti una tazzina di caffè appena fatto per scongiurare la chiusura del primo stabilimento della “Bialetti” (aperto agli inizia del ‘900), che impiega 132 dipendenti con un indotto di altri 250 lavoratori. Tutti in mobilità dal 7 aprile scorso.

E mentre piazza Castello si riempiva del profumo avvolgente dell’aroma, all’interno del palazzo, il presidente della Regione, Roberto Cota, e gli assessori, Massimo Giordano e Roberto Rosso, ricevevano – alla presenza di altri amministratori locali – una delegazione sindacale dell’azienda, per parlare dei margini di trattabilità tesi a evitare il trasferimento dello storico stabilimento all’estero. “Condivido le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali – ha detto il neo governatore del Piemonte – e con loro ritengo che non vada superata la vocazione industriale del Vco (Verbano Cusio Ossola, ndr). Su questo territorio la crisi si è fatta sentire in modo più forte rispetto ad altre zone del Piemonte perchè molte aziende hanno deciso di delocalizzare, con una conseguente perdita di posti di lavoro”.

“Come già annunciato – ha aggiunto Cota a conclusione dell’incontro – la Giunta regionale sta già lavorando alla predisposizione di un pacchetto di misure straordinarie per favorire la rilocalizzazione delle imprese sul territorio piemontese. Misura che intendiamo concordare con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali e che prevede un sistema di attrazione basato su procedure di semplificazione, anche dal punto di vista urbanistico, per l’insediamento di nuove aziende”.

Una soluzione – quella suggerita dal governatore leghista – che non incrocia il gradimento della delegazione sindacale della “Bialetti”. “Cota ha toccato con mano – ha spiegato Giorgio Airaudo, segretario regionale della Fiom – gli scarsi margini di manovra della politica di fronte alle scelte del potere economico. Apprezziamo la volontà di dare la priorità al lavoro ma noi vorremo che capisse che non va bene qualsiasi tipo di lavoro“.

“Non vogliamo vendere fumo – ha precisato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Giordano – e cercheremo fino all’ultimo di dissuadere la Bialetti ma dobbiamo anche attrezzarci per una soluzione di riserva“.  L’assessore parteciperà oggi a un vertice convocato presso la sede del ministero delle Attività produttive a Roma per discutere della vertenza che riguarda l’azienda piemontese insieme alla dirigenza del gruppo. Il timore, per tutti, è che difficilmente la risoluzione del problema potrà raggiungersi davanti a una fumante tazzina di caffè.

Maria Saporito

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