Legambiente: amianto? Un problema ancora da risolvere

Sono passati ormai ben 18 anni da quel lontano 1992 ovvero quando fu approvata la legge 257 che metteva al bando l’amianto. Nonostante ciò la fibra-killer è ancora molto diffusa in Italia e tanti siti contaminati attendono ancora di essere bonificati. Un pò di numeri per focalizzare bene la situazione attuale: si stima l’esistenza di 32 milioni di tonnellate di materiale contaminato ancora sparsi per il Paese e si registrano tra le 2.000 e le 4.000 morti all’anno a causa dell’esposizione della popolazione all’amianto in ambito sia professionale che ambientale e domestico.

Queste sono le cifre fornite da un dossier pubblicato nel pomeriggio di ieri da Legambiente nel quale inoltre si può leggere: “Ad oggi in Italia ci sono circa 50mila edifici pubblici e privati in cui è presente amianto e i quantitativi indicati solo da 11 Regioni (Lazio, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Abruzzo, Molise, Sardegna, Toscana, Basilicata, Piemonte e Liguria) anche se non esaustivi, delineano comunque le dimensioni del problema: 100 milioni circa di metri quadrati di strutture in cemento-amianto, e oltre 600mila metri cubi di amianto friabile”.

A far riflettere è soprattutto il fatto che i dati sono riportati “in difetto” in quanto, come spiega Legambiente, “abbiamo ottenuto i risultati sommando i dati dei diversi piani regionali previsti dalla legge intitolata ‘Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto’, in molti casi purtroppo ancora parziali”.

Legato strettamente a quello della bonifica è il problema dello smaltimento dell’amianto“fino a oggi – si legge in un comunicato dell’associazione ambientalista –  solo nove regioni (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna, Liguria, Basilicata, Piemonte, Toscana e Sardegna) hanno almeno una discarica dedicata allo smaltimento dei rifiuti che contengono amianto. Ma in molti casi la loro capacità è al limite è ciò comporta che le fibre rimosse debbano essere spedite da altre parti, anche all’estero come in Germania o in Austria aumentando di conseguenza i costi”.

E’ proprio per questi motivi che Legambiente in collaborazione con Isde Italia sta portando avanti la campagna “Liberi dall’amianto”. L’obiettivo è quello di fornire una corretta informazione e formazione a cittadini, lavoratori e medici per rendere noti i rischi sanitari derivanti dall’esposizione all’amianto, fornire gli strumenti per difendersi dalla fibra-killer e agire in prima persona per combatterla.

di Roberto D’Amico