Nomine Rai, la protesta di Ruffini: “Farò valere i miei diritti”

E’ determinato. E la nomina appena conquistata a direttore di Rai Educational e Rai Premium da parte del cda non lo distoglie dal far valere “anche ai miei diritti, e a cercare di farli valere in tutte le sedi”. Paolo Ruffini non ci sta: l’epuraione da Rai Tre brucia, lo rende perplesso. “Ho letto della mia nomina dalle agenzie”, dice, riferendosi alle due presidenze appena affidategli.

“Non ne sapevo nulla. E per saperne di più mi sono procurato le delibere approvate martedì. Da quello che c’è scritto si capiscono due cose. La prima è che sarei, non da subito ma a partire da giugno, il nuovo direttore di Rai Educational. E che nel frattempo, da Rai Educational usciranno i suoi programmi principali, i suoi spazi di palinsesto principali sia sulle reti generaliste che su Rai Storia, e una ventina di persone ritenute strategiche per il progetto Rai per i 150 anni dell’unità d’Italia. La seconda – continua Ruffini – è che non è stato rispettato l’impegno a nominarmi direttore di Rai Digit (cioè dei canali tematici della Rai) previsto nella delibera con cui sono stato rimosso da Rai Tre; e che sono stato nominato invece direttore di una cosa che ancora non esiste (Rai Premiun) e che dovrà coordinare due canali (Rai4 e Rai Movie) con modalità operative tutte ancora da definire”. Non è comunque chiaro, aggiunge, “il rapporto che dovrei avere con grandi professionisti come Giovanni Minoli e Carlo Freccero“. Sul perché in merito agli spostamenti, l’ex direttore della terza rere crede che da parte del cda gli pare “non facciano venir meno la necessità di porre rimedio a una situazione che ha leso la mia dignità”.

Il consiglio di amministrazione Rai nella mattinata di ieri ha assegnato, dunque, alcuni nuovi incarichi: oltre all’assegnazione della direzione di Rai Premium e Rai Educational a Paolo Ruffini, a decorrere dal 27 maggio, è stata anche affidata a Giovanni Minoli, in via di pensionamento, la struttura che seguirà le celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, la gestione del format La storia siamo noi e di Rai dixit.

Vincenzo Marino