Polveri? No, Grazie. Quattro incontri con i nocciolicoltori dei Monti Cimini

Quattro incontri di informazione e divulgazione sul problema dell’inquinamento da polveri respirabili, contenenti silice libera cristallina (SLC o quarzo respirabile), connesso alla raccolta delle nocciole. 

Con la prima tappa di Caprarola, in programma per venerdì 30 aprile alle ore 16,30, inizia il ciclo di appuntamenti, dal titolo “Polveri? No, grazie”, rivolto ai nocciolicoltori dei Monti Cimini e che toccherà anche i comuni di Vignanello e Capranica

L’iniziativa, organizzata nell’ambito del Piano di informazione e divulgazione agricola della Regione Lazio, è stata realizzata grazie all’impegno comune messo in campo dall’Arsial, dal Laboratorio di igiene industrialeCentro regionale amianto della Ausl di Viterbo e dal Laboratorio di ergonomia e sicurezza del lavoro dell’Università degli studi della Tuscia

L’inquinamento da polveri respirabili in agricoltura è un problema di carattere sanitario, e di conseguenza sociale, che provoca situazioni molto critiche per chi opera nel settore e per l’ambiente circostante.

La realtà agricola del comprensorio dei Monti Cimini, in particolare, è caratterizzata dalla presenza di numerosi appezzamenti di terreno di varie dimensioni, adibiti alla corilicoltura. 

“Le fasi della raccolta a terra delle nocciole – spiega il direttore del Laboratorio di igiene industriale della Ausl di Viterbo, Fulvio Cavariani – continuano a rappresentare una condizione preoccupante per gli aspetti igienistici.

Nello specifico, esse generano un notevole inquinamento da rumore e da polveri contenenti silice libera cristallina, un minerale molto diffuso nel terreno che, se inalato, può causare gravi malattie.

Queste patologie, come la bronchite cronica, la silicosi o altri danni più gravi a carico dei polmoni e dei reni, possono manifestarsi o progredire anche dopo la cessazione dell’attività a rischio.

 È importante, quindi proteggersi.” 

Durante gli incontri si parlerà anche di come può essere controllata la diffusione in aria delle polveri, ad esempio, attraverso l’utilizzo di macchine raccoglitrici munite di cicloni abbattitori delle stesse, la raccolta con terreno umido e l’uso di nebulizzatori di acqua ad alta pressione posizionati nelle immediate vicinanze del campo di raccolta.

Per l’occasione, verranno inoltre distribuite ai partecipanti delle mascherine antipolvere.

“Invito tutti gli agricoltori dei Monti Cimini a partecipare all’iniziativa – conclude Flavio Cavariani -. Salvaguardare la nostra salute e l’ambiente nel quale viviamo, senza inficiare il beneficio economico derivante dalla raccolta delle nocciole, è una scelta possibile e doverosa. Per questa ragione, è necessario confrontarsi e trovare le soluzioni migliori a un problema che non può più essere trascurato”.

Wanda Cherubini

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