Visita di Sarkozy in Cina: tra rapporti bilaterali, Iran ed Expo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:37

 

Tre giorni di visita ufficiale in Cina. L’obiettivo dichiarato da Nicolas Sarkozy prima di lasciare Parigi è stato espresso chiaramente: migliorare i rapporti con la Repubblica Popolare Cinese, protagonista riconosciuta della scena internazionale.

Sarkozy ha ammesso che le più importanti questioni mondiali non si possono affrontare senza l’apporto della Cina. Lasciando alle spalle i malintesi del passato, il presidente francese considera il rafforzamento delle relazioni bilaterali con Pechino come una priorità della politica estera del suo Paese.

Arrivato in mattinata a Xi’an, antica capitale cinese, in compagnia della moglie Carla Bruni, Sarkozy si è poi diretto nel pomeriggio a Pechino, dove ha incontrato il suo omologo Hu Jintao.

Hu Jintao e Nicolas Sarkozy (Xinhua)

Il suo ospite ha espresso il desiderio di accettare l’invito a recarsi in Francia e ha accolto cordialmente Sarkozy.

Ma oltre le dichiarazioni cortesi e le cerimonie, è già emerso un tema di concreta importanza: l’Iran.

Hu e Sarkozy hanno affrontato la questione del programma nucleare di Teheran. La portavoce del Ministero degli esteri, Jiang Wu, non si è sbilanciata con i giornalisti.

Tuttavia aver ribadito il valore del dialogo e delle trattative per arrivare a una pacifica soluzione della controversia sembra rallentare il percorso delle sanzioni al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

La volontà cinese di limitare la proliferazione nell’uso del nucleare in ambito militare riequilibra parzialmente la “bilancia” diplomatica.

Oltre ai colloqui con i più alti esponenti politici cinesi, come il primo ministro Wen Jiabao, dopodomani Sarkozy sarà presente alla cerimonia inaugurale dell’Expo organizzata a Shanghai.

Un appuntamento al quale il governo cinese tiene molto, come dimostrato dalle trasformazioni impresse a quella che era già una delle metropoli più moderne del Paese e dal numero dei test  effettuati prima dell’apertura dell’Expo.

I suoi padiglioni saranno una vetrina per mostrare il meglio dei Paesi ospitati, ma l’evento stesso è già una consacrazione del ruolo mondiale giocato dalla Cina.

Laura Denaro

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