Aiuti e timori per la Grecia, rischio Euro

Il governo tedesco chiederà al suo Parlamento l’approvazione di aiuti alla Grecia fino a 8,4 miliardi nel 2010 e per un ulteriore ammontare nel 2011 e nel 2012.  I colloqui a Berlino dei leader tedeschi con il presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, sembrano aver convinto la cancelliera Angela Merkel e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, a varare una procedura accelerata per aiuti tedeschi ad Atene nel quadro del programma di salvataggio dell’Unione europea.  Merkel e Schaeuble vogliono preparare un disegno di legge entro il 3 maggio e farlo approvare dal Bundestag, il Parlamento federale, entro venerdì 7.  

 Sui mercati la situazione si aggrava di ora in ora: l’euro è sceso a 1,31 sul dollaro, le Borse sono in flessione, tranne quella di Atene incoraggiata dai segnali positivi. Il differenziale tra bond greci e tedeschi vola oltre il 1000 per cento, e il tasso d’interesse sui bond greci decennali tocca la quota record del 13,1 per cento. Senza aiuti, in altre parole, Atene non potrà farcela, perché non è in grado di accollarsi i costi dei crediti necessari.
Strauss-Kahn, direttore del Fondo Monetario Internazionale  ha rincarato la dose: “La fiducia nell’euro è in gioco”. Dopo quasi tre ore di colloquio, il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble, parlando ai giornalisti insieme al presidente Bce e al direttore Fmi, ha detto che la Germania non lascerà cadere Atene, ed è pronta ad aiutarla, a condizione che i negoziati tra Atene, la Bce e il Fmi avranno successo.

Secondo un sondaggio pubblicato oggi dall’autorevole Frankfurter Allgemeine crolla la fiducia dei tedeschi nell’Unione europea (Ue) e nell’euro: solo il 32 per cento ha fiducia assoluta nella moneta unica, il 45 per cento poca fiducia, il 14 per cento nessuna. Appena 31 tedeschi su cento si fidano della Bce, che pure governa la politica monetaria con i principi e le leggi della Bundesbank. Soltanto 20 tedeschi su cento paradossalmente sono persuasi che l’adesione alla Ue porti vantaggi al paese, 28 su cento pensano il contrario. 28 su cento dicono sì a un’uscita dalla Ue e il 47 per cento preferirebbe tornare dall’euro al marco, 65 su cento non vogliono aiuti alla Grecia: temono che poi Portogallo, Spagna e Italia battano cassa.

L’allarme, e la perplessità sulle aperture governative, si diffondono nei ranghi della maggioranza e tra gli economisti. Un gruppo di europarlamentari governativi tedeschi avvertono che di qui a fine 2012 Atene avrà bisogno di ben più degli aiuti promessi dalla Ue e dal Fmi, cioè le serviranno tra 100 e 120 miliardi di dollari. L’influente economista Hans-Werner Sinn afferma che “non riavremo mai quei soldi, perché la Grecia non è in grado di ripagarli”.

Diana de Angelis