Apre domani l’Expo di Shanghai nella Cina dei record

Apre domani i battenti l’Expo di Shanghai, ovvero l’esposizione universale che per 6 mesi, fino al 31 ottobre 2010, permetterà alla Cina di avere gli occhi di tutto il mondo puntati su di sé. Già etichettato come l’Expo dei record, è previsto un numero di visitatori e partecipanti che ruota intorno ai 70 milioni con una presenza di 260 tra Paesi e organizzazioni. L’Expo di Shanghai, tuttavia, pare proprio essere l’ultima bizzarria del Partito comunista cinese in termini di spesa pubblica.

Per ribadire la loro supremazia “neo-imperiale”, il governo ha speso per l’esposizione il doppio delle Olimpiadi di Pechino. Si tratta di una cifra esorbitante che secondo i media locali ammonta a 58 miliardi di dollari, comprese le infrastrutture, per trasformare uno spazio più grande di Monaco (5,3 kmq) in un gigantesco sito espositivo.

“Questi spettacoli – come sostiene Jeffrey Wasserstrom, professore di Storia all’Università della California – aiutano a distrarre le persone da altre preoccupazioni, e funzionano anche come stimolo, dato che la costruzione e la distruzione necessarie per realizzarli danno lavoro a molta gente”.

Per la cerimonia di apertura è previsto l’arrivo di diversi leader stranier, tra cui il presidente francese Nicolas Sarkozy e quello russo Dmitrij Medvedev. Per l’Italia, che ospiterà l’Expo 2015, sarà presente il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Tutto ciò per un evento che fino ad oggi è stato utilizzato dalle città ospitanti meno importanti per promuovere il territorio e la regione, come il caso della spagnola Saragozza o la giapponese Aichi. Non è così per la Cina, 1 miliardo e 300 milioni di abitanti, con un’economia che sta per scalzare quella del Giappone come seconda al mondo, dove l’ostentazione dell’Expo sarà un altro segno del potere e del prestigio della leadership comunista.

Quello cinese è un governo sempre più preoccupato dall’immagine internazionale. “Nessun governo al mondo oggi potrebbe mettere in campo quel che hanno fatto i cinesi”, sostiene Beniamino Quintieri, commissario del governo italiano per l’Expo di Shanghai.

Pechino ha sorpreso il mondo, due anni fa, per le impressionanti cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi olimpici. A detta della radio di Stato cinese, però, la Expo di Shanghai andrà anche oltre le magnifiche cerimonie delle Olimpiadi di Pechino e “lo sguardo del mondo sarà ancora una volta rivolto alla Cina”. Ed ancora: “Se nel campo dell’economia e della cultura la Cina è già diventata una grande e cruciale nazione del mondo, inevitabilmente l’Expo è una grande opportunità di cambiare la percezione a livello globale”.

Rosa Ricchiuti