Bersani provoca Fini: Dimostri la sua coerenza

Le parole pronunciate ieri sera dal presidente della Camera, ospite di “Porta a porta”, sembrano averlo irritato. Tanto che, raggiunto oggi dai microfoni di Rainews 24, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani è tornato parzialmente indietro sull’apertura manifestata anche a Gianfranco Fini, volta a favorire l’avvio di un patto in grado di tutelare gli interessi del Paese, nel solco della Costituzione.

All’accusa, mossa dallo stesso Fini, che ha ieri definito “disperati” i tentativi della sinistra di strumentalizzare i recenti dissapori all’interno del Pdl, Bersani ha così replicato: “Faccia quello che ritiene, io credo però che debba mostrare la sua coerenza in passaggi parlamentari come i temi economici o norme come quella sulle intercettazioni e la giustizia. Fini è il sintomo di un problema, non è la malattia né la cura. Per anni il governo non ha deciso nulla, mentre c’è stato uno scivolamento economico e sociale e il sistema democratico è stato deformato”.

“Il presidente della Camera – ha continuato Bersani – solleva problemi veri, ma dentro uno schieramento dove è impossibile risolverli, quindi questo battibecco avrà, a mio avviso, scarsi esiti pratici”.

E sul ddl sulle intercettazioni, momentaneamente stoppato in commissione Giustizia del Senato: “Fin qui – ha commentato il segretario del Pd – il testo è insufficiente. Non possiamo in nessun modo indebolire uno strumento che tutti quelli che sono impegnati sul fronte della mafia e della lotta alla criminalità dichiarano essere formidabile ed essenziale per le indagini”.

“E non possiamo nemmeno arrivare – ha aggiunto l’ex sindacalista – a delle limitazioni del diritto di informazione così come prospettato dal centrodestra. Se le cose restano in questi termini – ha promesso Bersani – noi continueremo a fare un’opposizione dura sul provvedimento”.

Maria Saporito