Cina: abolito il divieto d’ingresso per i malati di AIDS

La Cina ha compiuto un importante passo avanti, così è stato definito dall OMS (organizzazione mondiale della sanità). A pochi giorni dall’inizio dell’Expo di Shangai ha deciso di revocare il bando d’ingresso nel Paese per i malati di Aids e lebbra. Il divieto coinvolgeva anche altre malattie a trasmissione sessuale, malattie mentali, tubercolosi polmonari o altre malattie infettive.

Una restrizione, questa introdotta da ben venti anni a causa della scarsa conoscenza di queste malattie e delle forme di contagio.Ma oggi, grazie anche alla  prevenzione e alle terapie per contrastare l’Hiv la situazione è diversa, e il Paese lo sa bene. Per questo motivo il Paese ha deciso di  riaprire  le porte a tutto il mondo, eliminando anche le restrizioni  nei confronti dei i lebbrosi e delle persone affette da altre malattie di trasmissione sessuale.

La decisione di abolire il divieto per Hiv e lebbra, arriva dal Consiglio di Stato, che però lascia libertà alle autorità di frontiera nella decisione di stabilire le malattie per cui possa essere rifiutato il visto. Una decisione fra l’altro maturata in vista dell’esposizione di Shangai che avrà inizio sabato prossimo e a cui sono attesi ben 4 milioni di visitatori. Il bando era già stato temporaneamente sospeso durante Giochi asiatici di Pechino nel 1990, per la Quarta conferenza sulle donne nel 1995 e per le Olimpiadi di Pechino nel 2008.

A fronte di ben altri 50 Paesi, nei quali sono presenti leggi discriminatorie e che aggravano l’emarginazione derivate da malattie come l’AIDS. quello della Cina è stato un passo enorme. Perchè come dice la stessa Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, «Solo le politiche che cambiano in meglio e che aiutano a superare le discriminazioni possono aiutare a prevenire ulteriormente la trasmissione».

Si spero, quindi, che questo tendere la mano, passi di Paese in Paese e che la discriminazione per certe malattie venga pian piano annullata, per far posto all’umanità.

Federica Di Matteo