Ddl intercettazioni: slitta il voto, stampa comunque in piazza

Falso start: al Senato l’inizio delle votazioni sugli emendamenti al ddl intercettazioni è stato rinviato a martedì prossimo. Slitta dunque il voto su un disegno contestato, sul quale non sono mancate osservazioni critiche anche dalle parti della maggioranza. “Non avevamo ancora il parere della commissione Bilancio – fa sapere il presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli,Pdl – quindi abbiamo rinviato a martedì pomeriggio”.

Malgrado i contrasti interni, e malgrado lo slittamento, non si è fatta aspettare la manifestazione indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa, in piazza contro quella che reputano “legge bavaglio“. “Questo provvedimento rende la nostra democrazia malata, mutilata”, commenta il segretario del sindacato Siddi. Gli fa eco Roberto Natale, presidente della Fnsi, anche lui in piazza Navona: “Noi non vogliamo distruggere nessuno, ma difendere il diritto a un’informazione equa e completa”. Giurano battaglia, dicono. Sarebbero annunciati scioperi, varie forme di disobbedienza civile e professionale, addirittura un ricorso alla Corte europea di Strasburgo.

Intanto si sa che cambierà il cosiddetto – e contestatatissimo – emendamento D’Addario, quello che prevede fino a 4 anni di reclusione per registrazioni definite “fraudolente”. A quanto pare, dovrebbe essere scongiurato il pericolo di pena massima, come spiegato dal proponente del ddl al Senato, Roberto Centaro del Popolo delle Libertà. “La nuova formulazione dovrebbe arrivare lunedì prossimo in commissione giustizia”, dice, dunque prima che il voto sugli emendamenti prenda il via. La norma, spiega, “sarà rivisitata nel suo complesso ma i quattro anni non mi sembrano eccessivi visto che tuteliamo un principio sancito dall’articolo 15 della Costituzione, che dice che la libertà e la segretezza della corrispondenza e delle comunicazioni sono inviolabili”. Secondo il relatore, infine, entro la settimana prossima l’esame del decreto sarà concluso.

Vincenzo Marino