Ginevra come Amsterdam: sesso e prostitute nelle vetrine

GINEVRA – Ginevra vuole competere con Amsterdam. La città svizzera ha deciso di emulare il centro olandese in materia di sesso a pagamento. A Ginevra era già noto il quartiere di”Les Pâquis” una sorta di ritrovo per coloro che solevano usufruire del mestiere più vecchio del mondo, come viene scherzosamente ma anche con poco rispetto chiamato oggi. Nella città sul Lemano le prostitute cercheranno di adescare i clienti mettendosi in vetrina. Un vero e proprio allestimento con cui far soldi ed evitare che le prostitute occupino i marciapiedi.

Fiumi di critiche a non finire. I benpensanti, i religiosi, i moralisti e gran parte della popolazione non ci sta. Viene leso il buon nome della città apprezzata per la sua sobrietà, austerità e suggestività panoramica. Anche i giornali e i mezzi di comunicazione hanno iniziato la loro battaglia personale per evitare che Ginevra diventi una nuova capitale turistica del sesso e della droga. Un luogo di perdizione giovanile come oggi è vista Amsterdam.

La buoncostume svizzera ha deciso di non intervenire. La situazione per l’organo di controllo non è cambiata di una virgola. Le prostitute si comportano come se fossero sul marciapiede, niente di diverso da quello che accadeva poco tempo fa. Queste sono le tesi sostenute di fronte all’ATS da un portavoce della polizia ginevrina. Una presa di posizione decisamente accidiosa che lascia abbastanza stupiti.

In effetti vi è una piccola differenza che per la buoncostume svizzera è decisiva: “le relazioni tariffate hanno infatti luogo in un locale separato non visibile dal suolo pubblico, diversamente da quanto avviene nella capitale olandese dove le professioniste del sesso si limitano a tirare una tenda”.

Non sembra però un motivo valido per non intervenire e decidere, nel bene o nel male, se è lecito lasciar progredire un’industria del sesso in uno dei paradisi elvetici per eccellenza. Il tutto in nome solo degli affari e degli euro da accumulare.

Alessandro Frau