India, asceta vive da 74 anni senza mangiare nè bere: grazie allo yoga

Prahlad Jani, 82 anni, dall'età di 8 vive serenamente senza acqua nè cibo

La notizia di un uomo che vive da ben 74 anni senza cibo né acqua ha presto fatto il giro del mondo e ha incuriosito l’intera comunità scientifica, che per il momento grida incredibilmente al miracolo. Nato in un remoto e povero villaggio dello stato settentrionale del Gujarat, Prahlad Jani è un asceta indù di 82 anni, che digiuna dall’età di otto, prima per necessità poi per scelta. Il suo segreto di vita è lo yoga, o meglio un’antica tecnica di meditazione ascetica, che il santone avrebbe ricevuto in dono da una divinità durante la sua infanzia. Tale pratica è conosciuta con il nome “breatharianismo” e ha l’obiettivo di raggiungere il totale dominio delle proprie funzioni corporee attraverso il semplice potere mentale.  Al giorno d’oggi, questa tecnica è seguita da circa 200 persone in giro per il mondo, ma nessuno vi era mai riuscito per un lasso di tempo così esteso.

Attualmente l’ottuagenario è ospitato in un ospedale e sottoposto ad analisi, da parte di un’equipe medica del “Defence Institute of Physiologist and Allied Science” (Dipas), cioè un centro di ricerca del Dipartimento della Difesa indiano, per scoprire le ragioni della miracolosa esistenza del santone.

L’uomo era già stato esaminato in un differente ospedale nel 2003, tuttavia i medici non erano riusciti a spiegare origini né cause dello straordinario fenomeno. Infatti, l’asceta si trova in perfette condizioni di salute ed è pienamente autosufficiente senza l’apporto di cibo né acqua all’interno del suo organismo.  Sudhar Shah , uno dei medici che ha effettuato i test scientifici, ha affermato che Prahlad “è capace di produrre urina nella sua vescica e poi in base alla sua volontà di rimandarla in circolo”.

Un evento mai osservato prima di oggi, che ha lasciato senza parole tutti gli specialisti. Un record che entrerà di diritto nel Guinness dei Primati, che sicuramente diverrà presto oggetto di studio e di discussione presso la comunità scientifica mondiale.

Emanuele Ballacci