La crisi colpisce anche i rifiuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:34

La crisi economica che ha colpito il mondo intero ha fatto registrare un interessante risultato: il consumo di rifiuti in Italia è calato rispetto al 2008. A rilevarlo è l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nel “Rapporto sui rifiuti urbani 2009“. Se dal punto di vista ambientale la notizia può essere considerata positiva, produrre meno rifiuti significa soprattutto consumare di meno. Il bidone della spazzatura rappresenta quindi un ottimo indice per misurare la richezza di una popolazione.

Secondo le statistiche offerte dall’Ispra, nel 2009 la produzione di rifiuti sulla nostra penisola si è fermata a 32,5 milioni di tonnellate. La flessione è evidente al sud dove il totale di rifiuti prodotti è calato del 2,2%, mentre al centro tale percentuale si è attestata sullo 0,7%. Il Nord ha fatto registrare, invece, una crescita pari all’1,5%, segno evidente di come la crisi si sia fatta sentire soprattutto in alcune regioni italiane.

Anche la produzione pro-capite è diminuita attestandosi sui 541 kg per abitante all’anno. A livello regionale è la Toscana a detenere la produzione pro-capite più alta con 686 kg, mentre la Basilicata ha fatto registrare il valore più basso con 386 kg. Molto interessanti sono le statistiche che riguardano le modalità di smaltimento dei rifiuti. La discarica, secondo il rapporto Ispra, si conferma ”la forma piu’ diffusa di smaltimento di rifiuti urbani” essendo tuttavia ”l’opzione meno adeguata dal punto di vista ambientale”. Nel corso del 2008 sono finite in discarica 16 milioni di tonnellate di spazzatura, pari al 45% del totale. A livello regionale è il Lazio la regione che smaltisce in discarica la maggior parte dei rifiuti prodotti: oltre 2 milioni e 800 mila tonnellate che corrispondo all’86%.

Per quel che riguarda la raccolta differenziata, l’Italia ha raggiunto nel 2009 il 30,6% sulla produzione totale: il nord sfiora il 45,5%, restano lontani sia il centro con il 22,9%, sia il sud fermo ad un misero 14,7%. Anche in questo settore, la regione Lazio si segnale in senso negativo, registrando uno dei risultati peggiori con il 12,9%. Una percentuale assai diversa rispetto al Trentino Alto-Adige la cui raccolta differenziata tocca un confortante 56,8%.

Se è vero che la produzione di rifiuti è diminuita, complice la crisi economica, è anche vero che in Italia la discarica resta la modalità prediletta per smaltire le tonnellate di spazzatura che produciamo. Una scelta che poco ha a che vedere con la tutela dell’ambiente che ci circonda. Lo smaltimento dei rifiuti è un’attività assai remunerativa. Di fronte al profitto qualsiasi altro interesse passa in secondo piano.

Di Marcello Accanto