PC in pericolo…

Secondo le ipotesi del sito ufficiale di BitDefender, a circa tre settimane dal suo debutto , data la massiccia presenza di più di 600.000 iPad venduti dal giorno del lancio del tablet , alcuni hacker che si occupano di malware ( i famosi scammer ) potrebbero essersi concentrati sulla novità Apple. Infatti sarebbe pronta una colossale truffa per rendere vulnerabile l’iPad attraverso un normale computer. Come? In questi giorni , infatti, potreste ritrovarvi nella vostra posta elettronica una strana e-mail , che promette di aggiornare il software di iPad “per una migliore prestazione, nuove funzionalità e sicurezza generale”. Questo “normale” link propone all’utente di scaricare l’ultima versione di iTunes per PC, una tappa che è considerata necessaria per poter aggiornare l’ iPad.

Ma ecco che si mostra la fregatura ; infatti , la pagina di download contenuta nella mail è una perfetta imitazione di quella utilizzata per i download sicuri Apple dove, secondo BitDefender,sarebbe ben nascosto il malware identificato come Backdoor.Bifrose.AADY. Esso permette in seguito agli hacker di controllare il sistema infettato e , quindi , il tablet del povero malcapitato. BitDefender inoltre ha affermato anche che Backdoor.Bifrose.AADY è in grado di decifrare e quindi scoprire le password ed i codici di serie dei software installati sul PC, nonché recuperare le password di account registrati su siti come Facebook , Twitter , Live Messenger, account di posta elettronica ed ogni genere di dati protetti.

La società di antivirus precisa , tuttavia , che solo i sitemi Microsoft rischierebbero di contrarre il malware , dato che gli utenti di sistemi Mac non rischiano di essere attaccati da questo software malevolo. Per evitare di cadere in qualche disavventura , BitDefender propone i consigli di sempre , che sono utili per la nostra sicurezza: non scaricare file sconosciuti, utilizzare download sicuri ed anche il sito della Apple direttamente, installare un antimalware, un antivirus , aggiornare costantemente i software ed effettuare regolamente le scansioni del sistema.

Davide D’Alessandro