Primi guai per la Polverini: dissensi con Udc e Pdl-Frosinone

Renata Polverini

Il momento delle nomine per la giunta regionale è sempre momento cruciale nella definizione dell’assetto politico di una regione, si sa. E lo sa anche Renata Polverini, neoeletta governatrice della regione Lazio, che rischia di uscire con le ossa rotte già da questa fase iniziale del suo lavoro. Le proteste arrivano proprio dalla sua stessa fazione, con il Pdl della provincia di Frosinone – che ha abbondantemente appoggiato la Polverini in fase elettorale – infervorato per non aver ricevuto neanche una nomina all’interno della giunta.

Secondo il presidente della provincia di Frosinone Antonello Iannarilli ciò sarebbe in contrasto con le promesse fatte dalla Polverini in fase di campagna elettorale. A detta di Iannarilli la neogovernatrice avrebbe più volte promesso che, ad elezione avvenuta, avrebbe “indicato un assessore per ogni provincia”. Di fatto la neonata giunta regionale vanta la presenza di ben zero esponenti della provincia di Frosinone, lasciando al Pdl ciociaro la sensazione di essere stato “usato e tradito”, secondo un’efficace espressione usata dallo stesso Iannarillo.

Per tentare una mediazione ieri si è tenuto un incontro tra la Polverini ed alcuni esponenti del Pdl di Frosinone che erano riuniti in protesta sotto il palazzo della Regione, con la mediazione – non senza scontri e insulti – del coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso. “Siamo qui perché vogliamo incontrare la Polverini per chiederle un riequilibrio della giunta regionale – spiega Andrea Amata, consigliere provinciale del Pdl – i nostri voti sono stati determinanti per la vittoria del centrodestra, chiediamo una rappresentanza del Pdl di Frosinone in giunta. Non ci interessa come verrà fatto, spetta alla Polverini decidere il modo, ma la Ciociaria merita rispetto”.

La questione si potrebbe risolvere con l’elezione del ciociaro Mario Abruzzese alla presidenza del Consiglio Regionale: tale nomina, tuttavia, potrebbe non incontrare i favori dell’Udc, che potrebbe ribellarsi in caso non venissero rispettati i patti presi in sede elettorale con la Polverini; tali patti prevedevano una nomina alla vice-presidenza regionale più tre assessorati. La questione è comunque ancora aperta, visto che le deleghe devono ancora essere formalmente consegnate. Tra tanti bambini che scalciano la Polverini rischia di farsi male, sin da subito.

Roberto Del Bove