Tinto Brass ha registrato una video confessione prima del malore

Restano stabili le condizioni di salute del regista milanese 77enne Tinto Brass, ricoverato da dieci giorni nel reparto di Neurochirurgia dell’ ospedale San Bortolo di Vicenza, dopo essere stato colto da malore improvviso, che gli esami diagnostici hanno giustificato come una contenuta emorragia cerebrale.

I medici specialisti che lo tengono in cura non hanno divulgato un periodo di prognosi ben definito nel tempo, ma sono al contempo fiduciosi sulle possibilità di pieno recupero fisico del regista.

Tinto Brass, famoso per aver portato alla ribalta attrici del calibro di Claudia Koll nella pellicola “Così fan tutte”, Stefania Sandrelli ne “La Chiave”, Serena Grandi in “Miranda”, Francesca Dellera in “Capriccio”, Debora Caprioglio in “Capriccio”, ha conosciuto una svolta nella sua carriera cinematografica da regista proprio nel 1983, quando decise di ingaggiare la Sandrelli ed iniziare le riprese de “La Chiave”, dando alla luce un ricco filone di pellicole che avrebbero diviso la critica ed il pubblico, avrebbero fatto gridare allo scandalo per un ruolo di donna-oggetto ma al contempo bellissima e senza filtri, mai accettata dai movimenti per la difesa della donna.

Ad ogni modo, gli va riconosciuto il battesimo della commedia erotica italiana che ha contraddistinto gran parte della sua produzione per il grande schermo e che gli ha portato tanta fortuna, conferendogli l’ appelativo di regista dell’ eros. Proprio in queste ultime settimane, sembrava che anche la show girl argentina Belen Rodriguez avesse ceduto alle avances di Brass, intenzionato a rivestirla del ruolo da protagonista nel sequel di “Così Fan Tutte” ed un budget di 700 mila euro.

Per una strana ed inquietante ironia della sorte, poco prima che il regista fosse vittima del malore, ha registrato una video epigrafe, seduto davanti ad una telecamera quasi a lasciare su nastro le sue ultime volontà, le parole che sarebbero rimaste intatte nel tempo, ignaro però di ciò che gli sarebbe capitato da lì a quattro ore.

Tinto Brass si è recato nell’ abitazione dell’ artista vicentino Marco Chiurato , che ha inaugurato un originale prassi dalle velleità artistiche consistente nell’ intervistare il personaggio di turno, che si finge deceduto, per raccogliere gli ultimi pensieri della sua mente. A quanto pare anche il regista milanese si è sottoposto divertito a questo esperimento, pronunciando la frase “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”, ma il destino ha preso sul serio la messinscena e l’ immaginazione si è trasformata in modo assai beffardo, in realtà.

Gionata Cerchiara