1 maggio: annunciato sciopero commessi a Torino

Domani non sarà solo un giorno di festa e di relax in mezzo al prato. A Torino i tre sindacati del commercio Filcams- Cgil, Fisascat- Cisl e Uiltucs- Uil hanno annuncianto uno sciopero per il 1 maggio.

I negozi del centro della città e i mercati di corso Valdocco e di Porta Palazzo avranno le serrande alzate ma i commessi sfileranno per le vie di Torino per “liberare e riconquistare la festa del Primo Maggio” perché “non si devono riprodurre e alimentare le distorsioni del ‘tutti aperti e sempre aperto’. Siamo contrari a mercificare anche i valori e la memoria delle festività“.

Ascom e Confesercenti ricordano che non hanno mai obbligato i negozianti ad aprire, ma hanno concesso loro la possibilità di aderire o meno alle aperture- facoltative appunto- di tutti i negozi della zona centrale di Torino. Tonino Carta della Confesercenti ribadisce: “Non possiamo volere una Torino turistica e poi tenerla chiusa, non è un bel modo di fare dell’accoglienza“, riferendosi ai moltissimi pellegrini accorsi a Torino per la Sindone. Dure le critiche  di Maria Luisa Coppa dell’Ascom che definisce lo sciopero “Inopportuno” vista la crisi “che c’è, di lavoro“.

L’assessore comunale Alessandro Altamura cerca di moderare i toni: “Capisco l’esigenza dei lavoratori di partecipare al Primo Maggio. Capisco l’esigenza di offrire una città aperta almeno nel centro” ma servirebbe una legge regionale “per dare certezze se no è il Far West“.

Si sono schierati invece dalla parte dei lavoratori e dei sindacatii Enzo Lavolta, presidente della commissione commercio e lavoro del Comune di Torino e Domenico Gallo, capogruppo della Nuova Sinistra.

I segretari di Cgil, Cisl e Uil ricordano che questo è il secondo 1 maggio di crisi e che lo slogan “Lavoro, uguaglianza, tutele, diritti” è più che mai attuale visto che la recessione non è ancora finita e che ci sono oltre 100 mila lavoratri in cassa integgrazione e oltre 40 mila in mobilità.

Valentina Ierrobino