Catastrofe naturale: la marea nera arriva sulla costa

Negli Stati Uniti è stato decretato lo stato di “catastrofe naturale”. Le prime chiazze della marea di petrolio, fuoriuscita dalla piattaforma della Bp Deepwater Horizon, affondata il 22 aprile nel Golfo del Messico, hanno raggiunto stamane le coste della Louisiana. La ‘marea nera’ era stata avvistata al tramonto di ieri sulle coste del Delta del Mississippi. Non sono bastate, dunque, le barriere gonfiabili che erano state poste al largo delle coste sud-orientali degli Stati Uniti per bloccare il petrolio, anche perché, nelle ultime ore, le onde nella zona hanno raggiunto più di un metro e mezzo d’altezza.

La perdita si è rivelata cinque volte più grave di quanto inizialmente previsto (circa 5.000 barili di petrolio si riversano in acqua ogni giorno), con conseguenze che potrebbero eguagliare o superare quelle del disastro Exxon Valdez del 1989 in Alaska.

Il presidente Barack Obama, costantemente informato sulla situazione, ha chiamato i governatori delle aree costiere a rischio: oltre alla Lousiana, il Texas, l’Alabama, il Mississippi, la Florida. I pescatori del Delta hanno passato ieri e stanotte a raccogliere gamberi prima che l’onda viscosa del greggio li intrappolasse e li uccidesse tutti.

La marea nera potrebbe diventare il peggior disastro ambientale in decenni per gli Stati Uniti: a rischio sono centinaia di specie di pesci, uccelli e altre forme di vita di un ecosistema particolarmente fragile e già sottoposto a traumi al passaggio dell’uragano Katrina. A New Orleans, la città devastata dal ciclone del 2005, ieri, a causa dei vapori acri del greggio, l’aria era diventata irrespirabile: i residenti hanno intasato i centralini comunali della protezione civile e sono stati effettuati dei test per verificare le denunce.

Per la Casa Bianca, commenta il Washington Post, la marea nera presenta un problema non solo ambientale, ma anche politico: il presidente solo qualche settimana fa aveva dato vita a un impopolare, tra gli ambientalisti, programma di trivellazioni offshore. Le preoccupazioni dei verdi si sono i questi ultimi giorni rivelate fondate.

Obama ha promesso ogni risorsa disponibile ai governatori interessati dall’avanzare della mare nera. Per fronteggiare il pericolo, il governatore della Florida Bobby Jindal ha chiesto all’amministrazione Usa di stanziare fondi per l’impiego di 6.000 soldati della Guardia Nazionale.

La responsabilità di contenere il disastro tocca, in prima istanza, a Bp, le cui azioni hanno perso l’8% sui mercati, ma ora che la marea ha raggiunto le coste le risorse private non bastano più.

Rosa Ricchiuti