Cile: sedicenne uccide a coltellate il fratello per la Playstation

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:00

Si può uccidere per un motivo futile come la Playstation? A quanto pare si. In Cile un ragazzo di appena sedici anni ha pugnalato il fratello maggiore per una semplice bega di gioco. Una scaramuccia nata per la volontà del diciottenne Manuel Gonzalez Munoz di tenersi per se la console del videogioco più conosciuto del mondo. I due hanno avuto una discussione molto accesa ma il primogenito è stato irrimovibile: il fratellino non avrebbe giocato anche se vi erano più joystick.

A questo punto qualcosa si rompe nella testa del sedicenne. Accecato dalla rabbia ha fatto finta di allontanarsi dando la sensazione al fratello di aver vinto la disfida. Si è recato in cucina afferrando un lungo e affilato coltello.Mentre il fratello giocava lo ha colpito a tradimento infierendo varie volte sul torace. Una violenza inaudita e gratuita che rinvigorisce le toerie di coloro che vorrebbero elminare i giochi che creano dipendenza.

Il giovane, di 16 anni, del quale non sono state rese note le generalità, si trova ora in una delle strutture del servizio nazionale per i minori. È accusato di omicidio semplice e rischia una condanna a tre a cinque anni di carcere. Una vita segnata per sempre.

I due ragazzi, conosciuti bene dalle autorità perché definiti “a rischio sociale” avevano trascorso dieci anni in un centro di rieducazione da dove erano stati presi in affidamento da Valerie Michael, una belga che si era impegnata a dar loro una vita migliore. Un nuovo paradiso che si era spalancato davanti ai loro occhi. Un’esistenza fatta di maggiori agiatezze. Un futuro più roseo.

In assenza della donna però è scoppiata la delittuosa lite. Il giovane assassino ha detto alla polizia di aver perso il controllo e di essere pentito. Una dichiarazione che non lo salverà dal ritorno all’inferno di una vita reclusa che aveva la possibilità di abbandonare per sempre.

Alessandro Frau

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