Delitto di Garlasco: la famiglia di Chiara ricorre in appello contro Alberto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:44

Torna in tribunale il delitto di Garlasco. A circa un mese dall’assoluzione di Alberto Stasi, l’ex ragazzo di Chiara Poggi, la ragazza uccisa una mattina del 2007 nella sua casa di Garlasco, la famiglia Poggi continua a chiedere giustizia e ricorre in appello contro il ragazzo.

La famiglia di Chiara Poggi, la ragazza uccisa nella sua villetta di Garlasco la mattina del 13 agosto del 2007ricorre in appello contro Alberto Stasi, da poco assolto con formula dubitativa per l’omicidio della sua ex fidanzata.

I motivi che avrebbero spinto la famiglia Poggi a fare ricorso sarebbero quattro frammenti rinvenuti sotto le unghie di Chiara ed un capello ritrovato nella mano della ragazza e mai analizzato. Come afferma lo stesso legale rappresentante della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, il capello, rinvenuto durante l’autopsia nella mano sinistra della ragazza “era di colore castano chiaro, munito di radice e della lunghezza di circa 1,2 cm”.

Ma non finisce qui. Nella richiesta presentata dal legale della famiglia Poggi presso la Corte d’Appello di Milano, sarebbero elencati alcuni elementi fondamentali per la risoluzione del caso ma che sono stati, se non trascurati, evidentemente trattati con superficialità. Si tratta di elementi che convergerebbero contro Alberto Stasi.

Primo tra tutti l’ormai famosa bicicletta nera, che una testimone avrebbe visto quella mattina, proprio nell’ora indicata come l’ora del delitto, appoggiata al muretto di casa Poggi. L’avvocato Tizzoni chiede infatti l’acquisizione agli atti della bicicletta nera da donna di cui sarebbe proprietaria la famiglia Stasi. Ebbene, l’accusa sottolinea il fatto che per troppo tempo si è puntato sulla bicicletta di Stasi senza prendere in considerazione quella che dovrebbe essere la bici della madre e che potrebbe corrispondere alla descrizione della testimone, la madre di una vicina della famiglia Poggi, la signora Franca Bermani.

Altro elemento importante sarebbero i gradini che portano allo scantinato di casa Poggi. Il legale chiede infatti di includere anche i primi due gradini nell’esame sperimentale sulla camminata di Stasi.

Infine, nella sua richiesta di appello, Tizzoni fa chiaro riferimento alla non veridicità dell’alibi di Alberto Stasi. Il ragazzo avrebbe infatti dichiarato di aver scritto la tesi al computer durante le ore che corrispondevano al delitto, ma secondo l’accusa, l’alibi non può reggere.

L’avvocato fa infatti riferimento alle rivelazioni di uno dei grafici che ha analizzato il computer di Stasi. Ebbene, secondo il tecnico Alberto “avrebbe salvato più volte la tesi senza scrivere materiale nuovo solo per coprire una buona parte della mattinata con detta fittizia attività”.

L’appello dunque potrebbe svelare nuove verità. Per l’inizio del processo bisognerà attendere la fine dell’anno.

Viviana Cimino