Disoccupati in Spagna: oltre il 20%

Jose Luis Rodriguez Zapatero

Crisi nera sul mercato del lavoro per la Spagna che vede alzarsi esponenzialmente da alcuni anni il tasso di disoccupazione nazionale.

Infatti, dal 2008 a oggi il limite di disoccupazione si è alzato e continua ad alzarsi secondo i dati che vengono stilati ogni trimestre dall’Istituto nazionale di statistica spagnola.

Se lo scorso trimestre la percentuale arrivava a toccare il picco già allarmante del 19,6%, ora la situazione è cambiata, facendolo salire addirittura al 20,05%, di poco inferiore al record che la Nazione iberica aveva toccato nel lontano 1997 con il 20,11%.

Il continuo aumento è dovuto soprattutto al fattore recessione in cui è entrata la Spagna dal 2008, periodo in cui aveva fatto registrare una disoccupazione pari al 9,6%, scatenato dallo scoppio della bolla immobiliare che ha causato non poche ripercussioni a livello finanziario.

Secondo il primo ministro spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, questo aumento di disoccupazione si dovrebbe assestare e nel prossimo semestre si potranno vedere dei miglioramenti dovuti ai finanziamenti elargiti dallo Stato.

4.612.700 persone, parlando più nello specifico, sono rimaste senza lavoro facendo preoccupare l’Unione Europea, che ha non pochi grattacapi con la questione Grecia e Portogallo, e destabilizzando così l’economia del Paese, lasciando per altro senza lavoro 1,3 milioni di famiglie.

In tre mesi quindi, guardando le statistiche dell’ultimo trimestre 2009, i disoccupati sono saliti di 286.200 unità, con un aumento sostanziale del quasi 3%.

Reuters, aveva pubblicato dei dati ipotetici negativi e preventivi riguardo alla disoccupazione spagnola, credendo che la percentuale sarebbe arrivata a 19,6%, mentre la smentita è arrivata ieri con l’esubero record di disoccupazione.

Se si guarda in valori pecuniari, la Spagna da febbraio a marzo ha visto aumentare il suo deficit pubblico, passando da 6,5 miliardi di euro a 6,6 miliardi, dati che, insieme a quelli sulla disoccupazione, vedono una coerente escalation negativa.

di Andrea Bandolin