Funerale del boss australiano: corteo lunghissimo e bara d’oro massiccio

MELBOURNE – Carl Williams era il più celebre gangster australiano. Il capo mafia del continente oceanico. Il padrino di tutti gli interessi illeciti nella nazione dei canguri. Detto Baby Face, è stato ucciso in carcere a seguito di una rissa qualche giorno fa. L’autopsia ha dichiarato che ad ucciderlo sono state delle lesioni alla testa e un arresto cardiaco. Williams, detenuto nel carcere di massima sicurezza in cui scontava l’ergastolo per l’omicidio accertato di tre rivali, era uno dei protagonisti di una guerra fra bande legata al controllo del traffico di droga e delle estorsioni, in cui furono eliminate più di 30 persone.

Williams sarebbe stato colpito alla testa durante l’ora d’aria con una barra divelta da una cyclette.  Un colpo a tradimento e vigliacco da parte di chi era roso dalla vendetta per le azioni del boss che si era fatto una schiera di nemici lunghissima. Per suo ordine si contano almeno una cinquantina di omicidi e diverse faide familiari in cui si è distinto per la ferocia e la mancanza di pietà.

Un ascesa familiare repentina dovuta al grande carisma e alla indole senza scrupoli del giovane capo mafia. Un impero del male che gestiva il traffico della droga, delle armi, della prostituzione. Un radicale controllo del territorio e una politica mirata all’eliminazione diretta di tutti gli avversari o possibili tali.

La sua morte è diventata un evento in Australia. L’ex moglie e la figlia hanno organizzato una cerimonia sontuosa. Il feretro era d’oro massiccio, luccicante sotto il sole mentre veniva portato a spalla dai cari del malvivente. Intorno un cordone di polizia monumentale per garantire la regolarità dell’atto funebre. La macchina che ha poi trasportato la bara preziosa nel cimitero era una limousine hummer, una macchina di lusso tra le più preziose al mondo. Uno spettacolo di dubbio gusto per ostentare la ricchezza accumulata dal giovane gangster che ora però non potrà più godersela.

Alessandro Frau