Paolo Rossi: al via il “Mistero Buffo di Dario Fo”

Erano gli anni di piombo quando Dario Fo presentava il suo “Mistero buffo” a Milano. Oggi dopo circa 40 anni “di misteri da raccontare” accaduti nel nostro Paese dagli anni ’70e non tutti buffi” Paolo Rossi  ripropone lo spettacolo teatrale nella stessa città, in omaggio al suo primo maestro citato sin dal titolo del suo spettacolo: Il Mistero buffo di Dario Fo (Ps: nell’umile versione pop). Umile perché non ci si può paragonare a Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997,  e primo canzoniere, menestrello d’Italia.

Sembra ieri quando Paolo Rossi esordiva a teatro con Dario Fo, eppure era il 1978. La strada che Paolo avrebbe percorso era ancora molta e oggi lo porta a Milano, sua città d’adozione, alle prese con un grande spettacolo difficile da rappresentare per la lingua- non lingua usata, il grammelot: l’inesistente, l’impossibile.

Mistero buffo è un’opera teatrale in monologhi che descrive gli episodi delle Sacre Scritture in modo epocale e popolare: un insieme di storie sulla vita di Gesù cantati e raccontati in modo grottesco e satirico, gestuale e musicale…e anticlericale. La maestria di Dario Fo nel rendere il quotidiano, in modo buffo e irriverente, come un cantastorie medievale viene riproposta in chiave pop con uno spettacolo di cabaret e musica dal vivo.

Ora lo mette in scena Paolo Rossi sotto la regia della giovanissima Carolina De La Calle Casanova, preannunciando comicità e satira, politica e attualità. Come quando si racconta di un extracomunitario ha sentito dire a Gesù: “ero straniero e mi aveta accolto, ma questo in Italia vale solo per i calciatori“. Oppure quando il Messia nella Resurrezione di Lazzaro è indeciso se riportare in vita Papa Luciani, Aldo Moro o Sindona.

Nonostante la questione fisica che vede Dario Fo attraversare “il palcoscenico con tre passi” e Paolo Rossi supplire “in velocità” il comico non deluderà i suoi spettatori.

Valentina Ierrobino