Perugia, espulsi due marocchini per terrorismo

Due studenti marocchini ieri sera sono stati rimpatriati attraverso un volo diretto da Fiumicino a Casablanca. È stato Roberto Maroni, ministro dell’Interno, a richiedere l’espulsione dei due extra-comunitari per motivi di sicurezza nazionale e prevenzione del terrorismo.

La Digos, infatti, avrebbe individuato una cellula jihadista  tra gli studenti islamici dell’Università di Perugia.

Gli studenti di origine marocchina per cui è stata prevista l’espulsione si chiamano Mohamed Hlal di 27 anni, che studiava Comunicazione Internazionale presso la Facoltà di Lingua e Cultura italiana, ed Ahmed Ererahmouni di 22 anni, che frequentava, invece, la Facoltà di Matematica e Fisica. Inoltre sono state perquisite le abitazioni di altri studenti che avevano dei contatti con gli extra-comunitari espulsi. Sei gli universitari interessati: quattro marocchini, un tunisino e un palestinese. Questi risiedevano presso la casa dello studente dove sono stati rinvenuti e sequestrati materiale informatico, piante di città e foto di monumenti italiani. I documenti trovati, la maggior parte dei quali in lingua araba, al momento sono sottoposti a indagini più accurate.

La Digos nell’ottobre scorso, mediante intercettazioni telefoniche e telematiche, aveva individuato un gruppo di studenti provenienti dalla città di Fes in Marocco. Questi avevano mostrato una visione radicale dell’Islam.

Di estrema pericolosità era stato definito il profilo dello studente del corso di Comunicazione internazionale alla Facoltà di Lingua e Cultura italiana sia per le convinzioni ideologiche-religiose del ragazzo sia per alcuni suoi comportamenti antisociali. Il marocchino, poi, se possibile tendeva a compiere atti estremi.

Questa ispirazione radicale di natura islamica, secondo le indagini, era propria anche dell’altro studente della facoltà di Matematica e fisica.

L’espulsione, poi, è stata adottata per motivi di sicurezza. Dalle indagini, infatti, è emerso che gli indagati erano soliti visitare i siti internet di natura jihadista e si erano serviti di un sistema per criptare il traffico in rete, cancellando dai supporti informatici dati che la polizia ora sta cercando di ripristinare.

Gli espulsi consegnati all’autorità giudiziaria del loro Paese si configuravano come lone terrorists, ovvero coloro che si accostano a posizioni radicali mediante la rete “autopromuovendosi alla guerra santa”.

Simona Leo