Scajola: sono vittima di una maialata. Ma arrivano nuove accuse

Così’ si è espresso, davanti al Presidente del Consiglio, Claudio Scajola, Ministro per lo sviluppo economico, riferendosi alle ipotetiche accuse a suo carico legate ad un filone separato dell’inchiesta sui grandi appalti. Dalla procura di Perugia non è, ad oggi, arrivata nessuna conferma, ma le voci trapelate indicano in Scajola un beneficiario di un fondo economico gestito da un capocantiere dell’imprenditore, già arrestato, Diego Anemone, dal quale il Ministro avrebbe preso i soldi per comprare un appartamento alla figlia a Roma.

Scajola ribattè subito alle accuse, “gridando” di non essere corrotto e spiegando che il numero di case romane da lui posseduto consiste in “uno” e di aver pagato questo stesso appartamento con un mutuo ( oltre ad un versamento iniziale dal suo conto personale). Approdato a Palazzo Grazioli per riferire a Silvio Berlusconi sulla vicenda Scajola ha detto di “essere vittima di una maialata”, “mi devi credere” ha poi aggiunto.La fiducia del Cavaliere è stata pressochè totale, incoraggiando il Ministro per lo sviluppo economico a continuare tranquillo il suo lavoro.

Manifestazioni di solidarietà a Scajola anche da tutto il resto del PdL. che ha voluto costruire un muro difensivo atto a respingere gli attacchi provenienti dall’esterno, considerati del tutto gratuiti. Uno dei problemi però deriva proprio dalla provenienza di questi attacchi;  qualcuno, Scajola compreso, sembra si stia domandando se gli stessi arrivino solo dalle “forze del male” ( l’opposizione, in senso lato)  o all’interno del PdL esistano persone che remano contro.

Su posizioni estreme l’Italia dei Valori, nella persona del suo leader, Antonio Di Pietro, che ha chiesto le dimissioni immediate del Ministro e per una duplice ragione: non far fare figuracce (chiamiamole così) all’Italia e avere la possibilità di potersi difendere nelle sedi competenti nel miglior modo possibile. L’esperienza (berlusconiana) insegna che, se  si sta al Governo, non si può stare in Tribunale. Scajola però attualmente non risulta indagato e la richiesta di dimissioni è stata “bollata” dalla maggioranza come  “giustizialismo estremo”.

Ma, tralasciando i battibecchi politici, secondo la versione on-line del quotidiano Repubblica, che per prima ha dato la notizia, la faccenda dell’acquisto di una casa a Roma da parte del Ministro Scajola sarebbe ben diversa; esisterebbe infatti un prezzo “in chiaro” e un prezzo reale, decisamente lontani l’uno dall’altro: 600 000 euro il primo. 1 700.000 il secondo. Il mutuo al quale Scajola fa riferimento sarebbe stato acceso solo per il prezzo in chiaro. La restante cifra sarebbe stata pagata, con 200.000 mila euro dati ai contanti ai venditori dell’appartamento, soldi provenienti dal conto personale di Scajola, mentre gli altri 900 000 euro, questi si provenienti dai fondi di Anemone, avrebbero subìto una “trasformazione” in decine di assegni circolari. Questi ultimi sarebbero poi stati  versati sul conto degli ex-proprietari della casa, che a quanto pare, sarebbero due sorelle. A prova di quansto sostenuto , ci sarebbero ben quattro testimoni, tra i quali appunto le due sorelle, oltre alle carte riguardanti la vicenda. Probabilmente, la contro-replica del Ministro arriverà a breve.

A.S.