Stracquadanio a Fini: “Si faccia un partito”

Teste che rotolano, voci che stridono. E’ un serrare di ranghi, attorno ai diarchi. Il dominus, e quel dio minore che si circonderebbe da un numero poco precisato di parlamentari. I cosiddetti finiani. Tra questi, non Giorgio Stracuqdanio.  “Se Fini è un vero leader si faccia il suo partito”, dice a CnrMedia. “La frattura con Berlusconi è insanabile e si è consumata direttamente nel giorno della Direzione Nazionale. Si è determinata con un attacco diretto e personale alle scelte politiche del presidente del Consiglio. E’ inutile poi fare l’omaggio alla leadership”.

Continua a spiegare, il berlusconiano d’osservanza ferrea, creatore del sito IlPredellino. “Fini deve chiarire cosa vuol fare non può giocare tre ruoli insieme: il presidente della Camera, il co-fondatore del Pdl e l’alleato minore. Fini deve scegliere: o fa parte del Pdl assumendosi una responsabilità di partito, o far parte del Governo assumendosi anche qui una responsabilità, oppure fa il Presidente della Camera rinunciando a fare politica. Se si sente un vero leader, si faccia il suo partito. Non gli ha ordinato il medico di stare in un partito di cui non condivide quasi nulla. Chi ha la stoffa del leader fonda un partito e lancia una sfida elettorale”.

Intanto il partito resta nel subbuglio. Alla cosiddetta epurazione del vicecapogruppo parlamentare Bocchino. A dar voce alla componente vicina al presidente Fini ci pensa Enzo Raisi, Pdl, ex Msi. “Essendo uno di quei tre che è stato indicato nella lista di prescrizione, come la definisco, posso solo dire che il primo è caduto, vediamo gli altri due quanto resistono. Mi sembra che di fronte a una persona come Fini che in tutte le sedi continua a ripetere che vuole rimanere nel Pdl e dare il suo contributo all’interno del partito si stiano alzano attacchi incomprensibili. In tutti i partiti democratici d’Europa esiste una maggioranza e una minoranza: succede in Spagna, in Francia, in Germania. Qui da noi invece diventa una questione di lesa maestà. Forse abbiamo dei concetti diversi di democrazia – conclude Raisi – Noi saremo sempre fedeli al governo. In un grande partito emergono le menti più brillanti, in un partito di camerieri chi urla più forte pensa di ricevere qualche stelletta in più. Io spero che il Pdl possa essere un grande partito plurale”.

Vincenzo Marino