La Renault Scenic si trucca color Dark

E’ una seria limitata, la cui commercializzazione in Italia è iniziata lo scorso 28 aprile. Si basa sull’allestimento Dynamique ma, grazie all’aggiunta di alcuni optional, completa definitivamente la monovoltume francese Renault Scenic. Stiamo parlando della “EleGO”, l’ultimo allestimento proposto dalla casa transalpina, facilmente riconoscibile esteriormente per la colorazione Dark Metal.

In realtà le modifiche, presenti sull’ultimo restyling di uno dei modelli più fortunati della storia delle quattro ruote, sono tutt altro che trascurabili. Tanto per cominciare si presenta con uno stile esterno più accattivante e sportivo grazie alla griglia della calandra e al contorno dei fari fendinebbia anch’essi in tinta Dark Metal, agli specchietti retrovisori esterni cromati, ai vetri laterali posteriori e al lunotto scuri nonché allo specifico badge “EleGO” applicato sul montante sinistro.

Inoltre la New Scénic EleGO adotta di serie il sistema vivavoce Bluetooth che, grazie agli appositi comandi sul volante consente di ricevere ed effettuare telefonate in tutta sicurezza. Presenti in questo nuovo allestimento anche l’impianto audio di bordo oltre ai sensori di parcheggio posteriori perfettamente integrati nel paraurti.

Il prezzo di listino della EleGo varia dai 22.800 euro della 1.4 TCe da 130 cavalli, fino ai 25.300 euro della 1.9 dCi da 130 cavalli. Con 24.050 euro è possibile acquistare la motorizzazione 1.5 dCi da 110 cavalli.

Questo, come gia detto, fortunatissimo modello della Renault nasce nel 1996 e fino al 1999 viene prodotto con il nome di Megane Scénic. Dal 1999, invece, fino ad oggi abbandonerà, subendo poi numerosi restyling, parte del nome per chiamarsi semplicemente Renault Scénic.

 Già alla fine del 1997 la Scénic era diventata un fenomeno automobilistico e le case concorrenti furono costrette a correre ai ripari, per recuperare mercato in una categoria fino ad allora sconosciuta. Fu così che si svilupparono 2 correnti di pensiero: alcuni continuavano a pensare che una monovolume dovesse avere per forza 7 posti, e si sforzarono di metterli nel minor spazio possibile come nel caso di Opel Zafira e Volkswagen Touran. Altri costruttori invece preferirono seguire la strada intrapresa da Renault, confidando nella genuinità dell’idea pionieristica, e diedero la luce alla Citroën Xsara Picasso e Hyundai Matrix. Ci furono anche soluzioni intermedie, come la Fiat Multipla a 6 posti.

di Roberto D’Amico