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Legambiente: 1° maggio all’Asinara

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Solidarietà ed ovviamente ambiente i temi centrali dell’iniziativa organizzata da Legambiente in occasione dei festeggiamenti del primo maggio. Sul sito dell’organizzazione naturalista si legge: “Primo maggio di lotta per reclamare una grande riconversione economica che sia capace di creare futuro attraverso un equilibrato rapporto tra industria, rivoluzione energetica, economie verdi, vocazioni storiche della Sardegna perché  la questione ambientale e la questione sociale sono due aspetti dello stesso problema. Dalla crisi si esce puntando su ambiente, innovazione e sostenibilità. Una fabbrica più pulita è una fabbrica più competitiva, in Sardegna come nel resto d’Italia”.

Eh già la Sardegna. Gli attivisti di Legambiente hanno scelto proprio la regione autonoma per festeggiare la giornata dedicata ai lavoratori ed in particolare hanno scelto l’isola dell’Asinara. Sul comunicato di legambiente si legge: “Dal 24 febbraio scorso un gruppo di lavoratori, in cassa integrazione, della Vinyls di Porto Torres si è autoesiliato sull’isola dell’Asinara. Iniziativa che è servita a rompere il muro dell’indifferenza generale e a imporre all’attenzione generale  il problema drammatico delle fabbriche che chiudono. L’Asinara è diventata così l’isola simbolo della disoccupazione in crescita ma anche delle potenzialità ignorate e tradite. Un’isola dalla straordinaria bellezza, storia, tradizioni, professionalità che attendono ancora di essere valorizzate per produrre lavoro, reddito diffuso e durevole. Questione aperta per tutta la Sardegna, un immenso tesoro spesso abusato di cui si ignora la vera ricchezza economica che sta nei colori del suo mare, i paesaggi mozzafiato, i parchi, prodotti tipici, tadizioni. Le risorse naturali e culturali sono il bene da tutelare e promuovere per creare ricchezza“.

Insieme ai lavoratori della Vinyls festeggiamo il 1° maggio all’Asinara: isola bellissima dalle straordinarie potenzialità di sviluppo che ancora aspettano di essere riconosciute e ora  il simbolo  drammatico  di una Sardegna senza lavoro e senza progetti” è l’invito che è stato rivolto a tutti gli ambientalisti e naturalisti dall’associazione.

di Roberto D’Amico