Primo maggio, Bonanni: “Pugno di ferro contro lavoro nero e revisione della normativa fiscale”

“Contro il lavoro nero ci vuole il pugno di ferro”. E’ quanto affermato dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenuto a Rosarno nel corso della manifestazione nazionale per il Primo maggio di Cgil, Cisl e Uil. Secondo il sindacalista, che al riguardo ha chiesto “un’azione senza sosta”, vanno isolati i “mercanti di braccia che vivono sul sangue degli immigrati. In Italia ci sono ancora sacche di schiavitù – ha affermato -. Sono cittadini del mondo mal pagati, calpestati nella loro dignità, ma calpestando loro calpestiamo anche noi”.

Bonanni si è soffermato poi sulla crisi economica, chiedendo ai governi di “governare la finanza o sarà la finanza che comanderà, come è successo negli ultimi venti anni. La precarietà e la disoccupazione – ha aggiunto – è anche causa del dominio della finanza sui governi: occorre ribaltare questa logica”.

Ciò che chiede il numero uno della Cisl è anche una profonda revisione della normativa fiscale: “Siamo stufi di essere caricati come muli da soma. Lanciamo la sfida al Governo a fare presto e bene”. Bonanni, criticando l’operato dei poteri locali, che “con le addizionali ci hanno sovraccaricato di tasse”, ha spiegato che i soldi per la riforma fiscale “si possono trovare dalla lotta al lavoro nero ed dagli sprechi, come nel caso di Enti che paghiamo a piè di lista. Ognuno deve assumersi le sue responsabilità”.

Il sindacalista ha concluso il suo intervento mettendo in evidenza l’unione di intenti delle organizzazioni sindacali: “sulle questioni essenziali siamo uniti – ha detto – a differenza di ciò che accade nella politica”. Secondo il leader della Cisl, infatti, “nel sindacato ci sono pure opinioni diverse, ma si unisce sulle questioni essenziali. Invitiamo la classe dirigente a essere più conseguente”.

Mauro Sedda