Farmacisti obiettori di coscienza?

Il compito di un farmacista, sancito dal codice professionale e da un regio decreto, è quello di vendere tutti i farmaci in commercio.

Tuttavia se verrà approvato un ddl presentato da Ada Spadoni Urbani, senatrice del Pdl, il diritto all’obiezione di coscienza sarà esteso anche a questi operatori sanitari. I farmacisti, dunque, in base alla propria coscienza potrebbero rifiutarsi di vendere la pillola del giorno dopo o  il farmaco abortivo Ru486 che sarà venduto dalle farmacie ospedaliere.

La senatrice nella relazione al disegno di legge ha sottolineato: ” è corretto riconoscere la ‘clausola di coscienza’ a coloro che credono nella possibilità di effetti post-fertilizzazione” dovuti a questi medicinali. Pertanto “i farmacisti, anche se semplicemente dispensatori di farmaci, non possono essere costretti ad agire contro scienza e coscienza, quali semplici esecutori di scelte altrui, pur nel rispetto della diversità di ruoli delle diverse categorie di agenti sanitari. Tuttavia, questa è la situazione nella quale attualmente si trovano”.

Ada Spadoni tiene comunque a precisare che questo ddl “non nega il diritto del paziente a ottenere il farmaco. Si vuole solo rispettare la coscienza di chi ha convincimenti etici o scientifici diversi”. Infondo si può sempre cambiare farmacia.

Una proposta quindi che offrirebbe ai farmacisti il diritto di non vendere medicinali contrari alla loro etica. A tal proposito il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, si è espresso in questo modo: “Da sempre sosteniamo che è doveroso concedere a chiunque il diritto di esprimere la propria sensibilità nei confronti di temi delicati come quelli etici, a maggior ragione quando si tratta dell’ambito bioetico e di una componente importante per la tutela della salute come i farmacisti. Il problema dell’obiezione di coscienza di fronte alla dispensazione di alcune sostanze, deve però essere affrontato e risolto a livello politico”.

Simona Leo