Lunardi sulla conoscenza di Anemone, nulla di irregolare.

L’ex Ministro Pietro Lunardi, chiamato in causa dalla stampa per quanto riguarda una sua eventuale conoscenza dell’imprenditore Diego Anemone, arrestato per l’inchiesta “Grandi Appalti”, ha così risposto alle domande apparse su alcuni giornali, giornali che sarebbe pronto a querelare se dovessero sostenere l’esistenza di qualcosa di losco.

In un’intervista al secolo XIX, Lunardi ha spiegato che Anemone gli era stato presentato da Stefano Balducci ( anch’egli arrestato all’interno della stessa inchiesta). Balducci, quando Lunardi diventò inistro ,era provveditore alle opere pubbliche per la regione Lazio,  ma i due si conoscevano già prima perchè Balducci fu il collaudatore dell’alta velocità  sulla linea BO-FIprogettata proprio dallo studio di Lunardi. Quest’ultimo riteneva Anemone un ottimo imprenditore, e gli commissionò la ristrutturazione di una parte di un cascinale di sua proprietà in provincia di Parma; Anemone si attivò alla ricerca delle aziende adatte. In tutto Lunardi sborsò circa 100 000 euro, soldi che ha dichiarato di aver pagato di tasca sua e di poter dimostrare la veridicità di quanto sostenuto “carte alla mano”.

L’ex Ministro delle infrastrutture aveva avuto anche  contatti diretti con Diego Anemone per quanto riguarda il “Salaria village”, centro benessere di proprietà di quest’ultimo,  quello nel quale il capo della protezione civile  si fece fare alcuni massaggi, vicenda dalla quale nacque il putiferio che travolse Guido Bertolaso, additato come “beneficiario” di prestazioni sessuali o comunque a sfondo erotico da parte di una massaggiatrice.

Mi ero interessato per una sua vicenda – ha spiegato l’ex Ministro. Il suo circolo, la sua beauty-farm, il Salaria Village , doveva affrontare una questione di ampliamenti. Io ero amico dei proprietari dei terreni vicini e mi mossi per capire se erano disposti a venderglieli. Non mi ricordo se fossero di Pirelli, di Banca di Roma o di qualcun altro.

Ai tempio non era possibile per Lunardi sapere cosa sarebbe successo cinque anni dopo a Balducci ed Anemone, coinvolti in una delle più grandi inchieste su “irregolarità pubbliche” mai avviate. All’epoca erano persone stimate e non ci sarebbe stato  nessun motivo per non rivolgersi a loro, visto che erano del settore e che sembravano essere molto competenti. Questa in sostanza la difesa dell’ex Ministro delle infrastrutture in riferimento alle sue frequentazioni con  “grandi indagati” attuali .In ogni caso Pietro Lunardi ad oggi non è indagato e non è nemmeno stato chiamato da nessun magistrato, al contrario del Ministro Scajola, che è stato chiamato a rispondere come “persona informata sui fatti” per quanto riguarda l’acquisto di un appartamento di fronte al Colosseo, a Roma, appartamento che avrebbe pagato, secondo l’accusa, in parte con fondi di Anemone.

A.S.