Miti e leggende che vivono ancora: paese del casertano come Loch Ness

Di trasformare la tranquilla e finora placida cittadella di Falciano nel Massico, nel Casertano, nella nuova Loch Ness del secolo il medico Cesare Fava, primo cittadino, non ci pensa proprio: al ritorno dall’ennesimo sopralluogo effettuato sul lago spiega come speri che i turisti non vengano richiamati in massa per un ritorno in auge di questa leggenda, ma per ben altri motivi. I fatti sono semplici: la quiete del lago, una riserva naturale, è stata  turbata dal giorno di lunedì scorso a causa dell’avvistamento da parte di una persona del posto di uno strano animale, che i più ritengano possa essere un coccodrillo. Ad essere vietate nel fine settimana, Primo Maggio compreso, sono infatti state tutte le tradizionali gite al lago con pic nic e relax annesso, in quanto il lago è stato chiuso a scopo precauzionale.

Nel corso della mattinata sono stati presenti sul posto gli uomini della Guardia Forestale e della Polizia Provinciale, ma come riferisce Fava non sono ancora state perlustrate e scandagliate le sponde del lago in profondità; il primo cittadino non nota particolare attivismo al fine di questa operazione, in quanto non è ancora stato avvisato di nessun tipo di movimento o attività per accertare se la chiusura del lago e delle zone circostanti sia servita o meno a qualcosa.

Quello che è certo è che nell’area, nel frattempo, vige ancora il divieto di stazionamento, balneazione, pesca o utilizzo di imbarcazioni: ad essere sotto osservazione sono inoltre alcune orme sulla riva , nel luogo nel quale il testimone ha detto di aver avvistato il coccodrillo; l’uomo ha dichiarato alla Forestale di come sia certo di quello che ha visto in quanto, avendo lavorato anche in un circo, si è occupato già precedentemente di accudire proprio un coccodrillo e quindi è in grado di riconoscerlo. La prima vittima dell’animale è stato un pesce di quasi 2 chili, sbranato, i cui resti sono stati ripescati nel lago;si ritiene che l’animale, lungo qualcosa come un metro e mezzo, possa essere stato abbandonato da qualche circo o essere stato lasciato nel lago da qualche persona che, dopo averlo tenuto magari con sè in qualche zona o giardino, ha deciso di abbandonarlo in quanto troppo ingombrante; è noto difatti che, in ambienti della criminalità organizzata, possedere esemplari come questo rappresenta una sorta di status symbol.

Dopo l’avvistamento ad opera del pescatore  nessuno ha più riferito o segnalato la presenza dell’animale; quello che è certo è che con il passare del tempo prosegue e accresce la leggenda di un nuovo Nessie, una sorta di “mostro” in versione campana; il dottor Fava riferisce come non voglia nel modo più assoluto che ad attrarre i turisti siano leggende fondate sull’immaginario di un coccodrillo che appare e scompare in un lago, ma di sicuro se il mistero va avanti senza soluzione di essere risolto, la storia potrebbe fungere da straordinario richiamo turistico per il paese.

Rossella Lalli