Architettura alla Biennale di Venezia: come scoprire nuovi modi di vivere

Kazuyo Sejima

Kazujo Sejima, la prima donna della storia e dirigere la Biennale di Venezia, insignita da pochi mesi all’ambitissimo Pritzker Architecture Prize 2010 l’ha dichiarato: «Il primo decennio del ventunesimo secolo si sta chiudendo in un susseguirsi di cambiamenti radicali. In questo contesto in rapida evoluzione, l’architettura può farsi portavoce di nuovi valori e moderni stili di vita? La 12 Mostra di Architettura della Biennale di Venezia è una riflessione sull’architettura, è l’occasione per sperimentare le sue molteplici possibilità e per dar conto della sua pluralità di approcci. Ogni suo orientamento è in funzione di un modo di vivere diverso».

Così il prossimo autunno, più precisamente dal 29 agosto al 21 novembre 2010, all’arsenale e ai giardini di Venezia non ci sarà soltanto un’esposizione, piuttosto si prevede un vivace caleidoscopio di culture, idee, progetti e visioni del mondo diverse, a garanzia di un vero e proprio effetto sorpresa.

Questa particolare edizione della Mostra, intitolata “People meet in Architecture”, riserverà infatti un’attenzione particolare nei confronti dei giovani, che saranno circa il 40% del totale e il tutto sarà progettato da professionisti di 40-50 anni di tutte le nazionalità.

Importante del resto il legame che la manifestazione sta intrecciando col mondo dell’Università: l’apposito programma “Universitas meet in architecture” favorirà l’ integrazione tra le attività accademiche e la sperimentazione della Biennale. Per questo il progetto ha già invitato a partecipare 30 Università italiane e 80 facoltà di architettura, ingegneria, sociologia, design e comunicazione e altre 300 Università e scuole di formazione di tutto il mondo.

Inoltre «Per stimolare una riflessione creativa e momenti di riflessione che possono integrare la Mostra – ha spiegato il presidente della Fondazione veneziana Paolo Baratta – abbiamo pensato di richiamare i direttori delle precedenti Biennali (da Paolo Portoghesi a Massimiliano Fuksas, da Richard Burdett a Aaron Betsky) e offerto loro di tenere un seminario condotto su un tema a loro scelta». Così, per tutta la durata della Mostra, ogni sabato, è già fissato il calendario dei “Sabato dell’architettura”.

Martina Guastella