Tagli alle scuole: nel Viterbese 174 docenti in meno

Nelle scuole si sta abbattendo la scure dei tagli agli organici: nel Lazio si tagliano circa duemila posti, di cui 1220 nelle superiori.

Complessivamente, a livello nazionale sono previsti 25 mila 600 docenti e 15 mila Ata in meno.

Ad annunciarlo il segretario della Cgil, di Russo.

Viterbo non sfugge alla mannaia.

L’ufficio scolastico regionale ha assegnato, alla nostra provincia, un organico di diritto ridotto delle seguenti unità:

Scuola dell’infanzia: – 32
Primaria: – 50
Secondaria di primo grado: – 22
Secondaria di secondo grado: – 70

Neppure i pensionamenti riusciranno a rendere indolori dette decurtazioni.

Nella provincia ne sono previsti 110, gli esuberi saranno quindi pari a 64.

Questo dato va integrato con i posti che verranno tagliati nell’organico di fatto.

I tanti insegnanti costretti a vagare in Provincia, lontano dal nucleo familiare, dovranno dire grazie ad un “riordino” che crea caos e disordine nelle loro vite.

174 insegnanti in meno a Viterbo: ecco quanto costerà alla scuola e alle famiglie viterbesi la manovra del ministro Gelmini sulla scuola statale.

Gli effetti sono facili da immaginare: i precari perderanno definitivamente il lavoro; le famiglie vedranno decurtata l’offerta formativa, dequalificato il futuro dei loro figli e aumentata la spesa per l’istruzione; i lavoratori vedranno peggiorate le condizioni di lavoro.

La perdita di posti strutturali significa, sul fronte dei lavoratori precari, non lavoro per 174 persone, perdita di un salario, perdita della speranza nel futuro, più disoccupazione.

Lo spostamento degli alunni non dovrà determinare nelle scuole d’arrivo ulteriori sdoppiamenti di classi.

 Trenta insegnati di ruolo delle elementari sono soprannumerari. S

ignifica mobilità forzata.

 Questo fenomeno assumerà proporzioni ancora maggiori e drammatiche nella scuola superiore.

I lavoratori di questo ordine di scuola, più degli altri, pagheranno l’avvio del “riordino” delle superiori.

Riduzione dei posti in organico di diritto e di fatto, docenti in soprannumero, soprattutto nei tecnici, insegnamenti che si riducono drasticamente (2 lingua, diritto etc), aumento delle cattedre orario esterne, insegnanti in dop con la prospettiva dell’insegnamento nel sostegno anche in assenza di titolo.

“Con la riduzione del monte ore curricolare obbligatorio già dalle prime classi di tutti gli indirizzi – afferma di Russo la riduzione delle ore di insegnamento nei secondi e terzi professionali e nei secondi, terzi e quarti degli istituti tecnici, i nuovi regolamenti, approvati con forti ritardi, e le circolari e note ministeriali hanno, ad oggi, prodotto solo tagli del personale e la riduzione dell’offerta formativa, che nel lungo periodo si tradurrà in minore opportunità di crescita culturale e di lavoro per chi è socialmente più debole”.

Wanda Cherubini