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Berlusconi e la troppa libertà di stampa

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha scelto un ospite internazionale – il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria – per esternare senza tentennamenti una verità che considera inattaccabile: “Se c’è una cosa in Italia su cui c’è la sicurezza di tutti – ha detto – è che ce n’è fin troppa di libertà di stampa. Questo non è discutibile”.

Partecipando ieri a una conferenza stampa a palazzo Chigi, presenziata proprio dal responsabile dell’Ocse, per analizzare i risultati di un’indagine tesa a verificare la capacità del nostro Paese di fronteggiare le calamità naturali (praticamente un test di valutazione sulla Protezione Civile), il Cavaliere ha insistito sul delicato argomento. “Altre volte – ha continuato il premier, rivolgendosi a Gurria – abbiamo avuto degli esami fatti al nostro sistema e cito l’ultimo fatto sulla libertà di stampa (il riferimento è al Rapporto di Freedom House, che piazza l’Italia al 72esimo posto nel mondo, ndr) e ci siamo visti mettere – ha lamentato Berlusconi – in situazione di grande distanza dai primi”.

Da qui il ringraziamento al segretario dell’Ocse per “l’oggettività della ricerca” condotta, volta ad attestare la straordinarietà della macchina emergenziale italiana. Ma le parole scandite ieri in conferenza stampa da Silvio Berlusconi non sono rimaste inascoltate e hanno – al contrario – innescato accese polemiche presso buona parte dell’opposizione. “Ci risiamo – ha commentato ieri il responsabile dell’informazione del Pd, Matteo Orfini – si sapeva già che Berlusconi è ossessionato da stampa e televisione, visto che passa le giornate a lamentarsi contro i giornalisti non graditi e a telefonare a esponenti dell’Authority per le telecomunicazioni al fine di condizionare i contenuti delle trasmissioni, ma stavolta – ha aggiunto – è andato ancora oltre”.

La libertà d’informazione in democrazia – ha ribadito l’esponente del Pd – non è mai troppa. Soprattutto in Italia, visto che secondo l’annuale rapporto di Freedom House siamo l’unico Paese della zona euro ad essere classificato come parzialmente libero e ci attestiamo così ancora una volta oltre la settantesima posizione, a pari merito con India e Benin, dietro persino – ha precisato – al Cile e alla Corea del Sud”.

Il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo, ha invece voluto ricordare al premier che “l’Italia in materia è  in fondo alla classifica dei Paesi più sviluppati” e che  “dal 1994, e cioè dalla discesa in campo di Berlusconi, c’è un rapporto anomalo e singolare tra la politica e l’informazione, che esiste tuttora”.

“Berlusconi le spara fin troppo grosse – ha tagliato corto Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera – Non vorremmo neanche replicare a chi dice che c’è fin troppa libertà di stampa, perchè non è mai troppa. Sappiamo che Berlusconi non gradisce le voci libere ed i giornalisti con la schiena dritta, tanto che tenta continuamente – ha concluso Donadi – di mettere il bavaglio alla stampa“.

Una tesi sposata anche dal presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. “Berlusconi ha il pieno controllo su tutti gli organi di stampa – ha scandito – tant’è che le forze politiche di opposizioni non presenti in Parlamento sono state espulse dal circuito dell’informazione”.

Maria Saporito

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