Caravaggio e il giallo su quel decesso mai trascritto e registrato

Si riaccende la polemica e si infittisce il giallo intorno alla morte del celebre Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio: secondo le ultime scoperte difatti il pittore non solo non sarebbe deceduto in data 18 luglio 1610, ma la sua morte non fu addirittura mai trascritta sul Liber mortuorum e questo non per errore ma per una volontà precisa. Il giallo prende corpo e vita infatti in seguito alle serrate e precise ricerche condotte dal Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali iniziate da pochi mesi riguardo l’individuazione dei luoghi e dei resti del grande pittore, e che si concluderanno nel corso di questo mese con rivelazioni che si prevedono inedite ed importanti.

Secondo quanto riferito dal presidente del Comitato Silvano Vinceti Jacomo di Ventura, il parroco della comunità di Porto Ercole non trascrisse la morte di Caravaggio solo perchè nessuno denunciò la morte del pittore: a Porto Ercole difatti a nessuna era nota la morte di quel forestiero se non ad un piccolo ed esiguo numero di persone. Questo in effetti, come dice Vinceti, può essere spiegato poichè la morte del pittore avvenne nel riserbo più profondo dal momento che gli spagnoli gradivano un discreto silenzio.

Caravaggio, stando alle spiegazioni di Vinceti, era morto a Porto Ercole ed il governatore sapeva bene dei quadri che aveva portato con sè, di come questi fossero contesi da diversi alti prelati, potenti e principi e di come quindi il far passare sotto silenzio la morte del pittore gli avrebbe permesso di aggiudicarsi con più facilità il possesso di quei dipinti che l’uomo aveva intenzione di offrire in dono al vicerè di Napoli, al fine di guadagnarsi la sua riconoscenza. In base alle ricerche storiche condotte dal Vinceti difatti Caravaggio arrivò nel piccolo borgo di mare dello Sbarcatello, non sulla Feniglia, fu soccorso ed accolto da alcuni abitanti del luogo e malamente curato in una piccola chiesetta dove morì, ed in seguito gli spagnoli occultarono il decesso.

La notizia riguardo alla non ammissibilità del 18 luglio come data ufficiale della morte del Caravaggio è data quindi dalla mancata trascrizione del decesso dell’artista sul libro dei morti, in quanto il foglietto che fu ritrovato nel 2001 e che testimoniava il decesso del pittore all’interno dell’ospitale di S.Maria Ausiliatrice non ha alcuna base storica, e può quindi essere considerato un falso.

Il presidente del Comitato Nazionale Vinceti ha inoltre spiegato come la morte sia sicuramente avvenuta nel mese di luglio ma che aleggia ancora il mistero attorno al giorno esatto; vi è poi un’altra informazione presente negli allegati recuperati, ovvero che nell’anno 1610 non compare nessuna sepoltura ufficiale nel cimitero di San Sebastiano: se quindi il risultato dell’esame in corso del Carbonio 14 sui nove resti ossei recuperati nel cimitero dovessero dimostrare che uno di essi risale al 1610, questo dato scientifico diverrebbe molto importante nel piano del ritrovamento del Caravaggio, anche se si rimane comunque in attesa dell’esame chiave del Dna.

Rossella Lalli