Digitale terrestre: lo switch off potrebbe essere anticipato al 2011

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:37

Buone notizie per i telespettatori toscani, umbri, calabresi e siciliani. Per loro lo switch off, lo spegnimento del segnale analogico e il passaggio al tutto digitale, potrebbe arrivare prima del previsto.

Il calendario,  stabilito dalla legge numero 222 del 29 novembre 2007, prevede che le regioni Toscana  e Umbria, insieme alle province di La Spezia e Viterbo, spengano definitivamente il segnale analogico nel primo semestre del 2012; mentre la Calabria e la Sicilia nel secondo semestre dello stesso anno.

Adesso, però, i tempi potrebbero essere anticipati. E’ quanto emerso dai dati presentati alla quinta conferenza sul digitale terrestre, in questi giorni a Milano, che hanno evidenziato come la penetrazione nelle case degli italiani di questa nuova tecnologia sia superiore alle aspettative, con una previsione di copertura dell’85% entro fine anno.

In relazione a questo, Andrea Ambrogetti, presidente di DgTvi, ha chiesto un anticipo dei tempi: una situazione in fase così avanzata permette di ipotizzare che lo switch off nazionale possa avvenire ben 12 mesi prima, portandolo da fine 2012 a fine 2011.

Dello stesso parere è anche il viceministro Paolo Romani, che ha confermato l’intenzione di valutare l’anticipo insieme ai presidenti delle Regioni, sperando in una risposta positiva.

Occhi puntati anche sul corretto sfruttamento delle frequenze: “E’ arrivata l’ora che si verifichi chi, inclusi ovviamente se ci sono anche i canali nazionali, non utilizza adeguatamente e a fondo un bene così prezioso come le frequenze – ha affermato Ambrogetti, nel suo intervento alla conferenza – . E’ arrivata l’ora di investire, chi vorrà e saprà farlo, sui contenuti quelli veri, quelli attrattivi, quelli legati al territorio. E’ arrivata l’ora di avere il coraggio di aggregarsi e consorziarsi in nome dell’offerta di qualità e non della, e a medio termine suicida, semplice moltiplicazione quantitativa”.

Le tv locali sono quelle che più delle altre rischiano di soccombere nel passaggio dall’analogico al digitale: “Non può sostenersi – ha continuato il presidente – un mercato che, se già faceva fatica prima, oggi deve fare i conti con una moltiplicazione quantitativa di canali locali di queste dimensioni. E il danno più grande è proprio per le emittenti locali serie, quelle vere, quelle che a livello regionale o provinciale svolgono un compito insostituibile”.

Bisogna, adesso, sfruttare al massimo le potenzialità offerte dal digitale terrestre, in particolare in riferimento all’interattività, che sarebbe in grado di far compiere alla televisione quel salto di qualità tanto atteso e di avvicinare a un mondo di dati e servizi tutti quei milioni di cittadini che fino a ora sono rimasti esclusi dalla Rete.

Antonella Gullotti