Grecia, Vaciago: “L’Euro ha i giorni contati”

Che la Grecia stia messa male non è necessario che lo dicano gli organismi internazionali. Ne parlano le facce spaventate delle famiglie, le strade occupate, i cadaveri sull’asfalto. E, c’è anche e soprattutto questa, le tasche. Come se al peggio non si ponesse mai riparo, è lecito anche attendersi grossi contraccolpi comunitari a seguito del default greco. Se l’Europa continua così, dicono, entro fine anno l’Euro rischia il collasso. E a dirlo è anche l’economista Giacomo Vaciago, che preanuncia nei prossimi mesi lo scoppio di Spagna e Portogallo. Poi, ineluttabile, il tracollo della moneta unica.

“L’Euro c’è nella misura in cui i 16 paesi che ne fanno parte si muovono in maniera univoca. Se i 16 vanno avanti come hanno fatto negli ultimi sei mesi, la moneta unica ha già iniziato il suo declino definitivo”. Che suona già male. Vaciago, ordinario di Politica Economica e direttore dell’Istituto di Economia e Finanza nell’Università Cattolica di Milano, ci mette di mezzo l’ammonimento. “Se l’Europa continua così, l’Euro ha i giorni contati. Potrebbe scomparire prima della fine dell’anno“. Una prospettiva che avrebbe dell’apocalittico, probabilmente, dal punto di vista finanziario. Ma che politicamente, senza dubbio, avrebbe il sapore di una sconfitta epocale. Il capitolo chiuso su sessant’anni di cooperazione europea.

“Se i 16 litigano, l’Euro non c’è più, è una moneta che si regge su un processo dinamico di costruzione europea, noi non abbiamo un equivalente di Washington – continua l’economista – Se ogni paese è lasciato solo contro la speculazione finisce inevitabilmente in ginocchio, perchè tutto il mondo specula su quel pase. Il Portogallo, o la Spagna, possono essere salvati solo da una politica comune europea. Ma non accade. E se salta la Spagna, come potrebbe presto accadere, salterà inevitabilmente anche l’Euro”.

Vincenzo Marino