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Marco Mengoni: iniziato il “tour matto”

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Lunedì 3 maggio Marco Mengoni, ex concorrente di X Factor e terzo classificato al Festival di Sanremo con il brano “Credimi ancora”, ha inaugurato il suo tour “matto” che fino a settembre toccherà le principali città italiane.

Le prime due date, 3 e 4 maggio, lo hanno visto esibirsi nel milanese all’Alcatraz di via Valtellina 21. Nel corso del concerto ha cantato i brani del suo EP “Re Matto” ma anche cover famose appartenenti al repertorio di artisti di certo spessore come Mina, Lucio Battisti e Mia Martini. Inoltre ha interpretato i brani di grandi protagonisti del rock: Helter Skelter dei Beatles, Satisfaction dei Rolling Stones, Tears in Heaven di Eric Clapton, Live and Let Die di Paul McCarteny e molti altri.

Si è occupato della regia Luca Tommassini, che ha interpellato la stilista Neil Barret, nota per gli abiti esclusivi disegnati solo per Madonna, Justin Timberlake, Brad Pitt e Johnny Depp. Altra figura importante che ha collaborato è lo scultore Davide Orlandi Dormino.

Coreografie e scenografie originali. Una per tutte la scenografia di una scacchiera gigante, ideata dal vincitore dell’ultima edizione di XFactor con Luca Tommassini e Stella Fabiani.

Sul palco il talentuoso Marco è stato affiancato da Aidan Zammit (pianoforte, tastiere e programmazioni), Stefano Calabrese (chitarre), Davide Sollazzi (batteria), Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia (chitarre), Mattia Davide AmicoDavide Colomba (cori). Antonio Fiore, Salvatore Dello Iacono, David Cipolleschi e Bruno Centola i ballerini.

Queste le dichiarazioni del cantante: “É il mio primo tour vero. Dietro di c’è un gruppo di persone che lavora duramente, dai tecnici ai musicisti, e io mi sento responsabile. Ogni giorno cerco di presentarmi il prima possibile alle prove, quasi non volessi lasciarli soli. C’è molta aspettativa intorno a questo mio tour, dopo le soddisfazioni di X Factor e Sanremo”.

E, come riporta il Giornale.it, ha poi spiegato la denominazione del suo disco: “Il Re Matto è un’immagine che mi è nata in testa quando mi sono ritrovato baciato dal successo. D’improvviso parecchia gente mi ha piazzato su di un piedistallo, o uno di quei troni dorati medioevali. É facile, quasi automatico sentirsi un re: poi però torni a casa, incroci il primo specchio, ti ci guardi dentro e vedi la verità, cioè un ragazzo assolutamente normale, con gli stessi pregi e difetti di prima”.

Simona Leo