Pirati somali attacano petroliera russa, Mosca invia la Marina

I pirati somali tornano a colpire e a farne le spese, questa volta, è stata la petroliera russa “Moscow University”. L’attacco è avvenuto a largo del golfo di Aden, nella parte di Oceano Indiano tra lo Yemen (costa meridionale della penisola araba) e la Somalia.

La petroliera si stava dirigendo verso la Cina con un carico di 86 tonnellate di petrolio quando è stata assalita, a colpi d’arma da fuoco, da due navi di piccole dimensioni intenzionate ad avvicinarsi alle cisterne. A questo punto le 23 persone di nazionalità russa, a bordo della “Moscow University” , hanno avviato le manovre di protezione per difendersi dall’attacco.

La notizia dell’assalto dei pirati somali alla petroliera russa – di proprietà della società Novoship- è stata data dall’agenzia Itar-Tass che ha precisato che il petrolio trasportato a bordo – della compagnia cinese Unipec – ha un  valore complessivo pari a 52 milioni di dollari.                                                            

L’equipaggio, ritiratosi nella sala radar, è riuscito a dare l’allarme e il Cremlino è stato informato dell’accaduto. A quanto pare dal porto di Aden è già partita la nave anti-sommergibile “Maresciallo Shaposhnikov” con la missione di recuperara la nave tenuta sotto sequestro dai pirati somali.

L’ordine è partito dal presidente russo Dmitri Medvedev il quale, già in passato, aveva definito i somali dediti a questa “pratica” meritevoli di essere “appesi”.

Da diverso tempo, ormai, episodi di sequestro di navi accadono sempre più frequentemente. L’obiettivo dei pirati somali è quello di ottenere riscatti elevati minacciando di appropriarsi o mandare in fumo i materiali trasportati a bordo delle navi e delle petroliere che transitano nelle acque dell’Oceano Indiano tra la Somalia e lo Yemen. I casi di pirateria si continuano a verificare nonostante in questa zona ci sia la presenza di navi da guerra internazionali.

Stefano Valigi