Sallusti aspetta le scuse di D’Alema

Non si placano le polemiche relative alla lite andata in onda martedì sera dagli studi di “Ballarò”, dove un infuriato Massimo D’alema ha rivolto al condirettore de “Il Giornale”, Alessandro Sallusti, una serie di improperi, in un parossismo di nervi culminato nel secco: “Ma vada a farsi fottere!”.

All’indomani della bagarre mediatica, è lo stesso Sallusti a tornare sull’argomento dai microfoni di Radio 24. “Credo che il buon senso – ha dichiarato ieri il giornalista – dica che D’Alema dovrebbe scusarsi a prescindere, perché queste sue esternazioni travalicano anche in questo caso il linguaggio che un personaggio pubblico e politico può tenere nei confronti di chicchessia”.

“Mi immagino – ha continuato Sallusti – se Berlusconi avesse dette quelle cose a un giornalista di sinistra, ci sarebbe la categoria in sciopero. Non so cosa vorrà fare il Giornale, io non ho nessuna intenzione personalmente di querelare D’Alema per gli insulti che mi ha rivolto perché – ha precisato il condirettore del quotidiano della famiglia Berlusconi – non amo le querele, anche se avrei tutto il diritto di farlo. Mi aspetto una telefonata di scuse per queste parole da parte dell’ex presidente del Consiglio, ma non è arrivata e credo che non arriverà“.

E mentre Massimo D’Alema preferisce barricarsi dietro un irremovibile “no comment”, nel tentativo di consegnare agli archivi del dimenticatoio la sua brutta performance televisiva, Roberto Natale, presidente della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), fornisce un’analisi impietosa di quanto successo, bacchettando il comportamento dei due litiganti, accomunati dall’appartenenza al medesimo Ordine professionale.

“Quanto abbiamo ascoltato ieri sera (l’altroieri per chi legge, ndr)  a Ballarò – ha commentato Natale – è più di una caduta di stile. La quasi rissa tra Massimo D’Alema e il vicedirettore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, è una pessima pagina nel rapporto tra politica e informazione, con l’aggravante che il politico in questione è anch’egli un giornalista”.

Quelle utilizzate da Massimo D’Alema sono – a parere del presidente della Fnsi – “espressioni insultanti, che nessuna delle affermazioni di Sallusti, per quanto faziosi siano stati i suoi accostamenti tra ‘Affittopoli’ e la vicenda Scajola, può giustificare”. “Nella politica italiana – ha continuato Natale – c’è troppo fastidio per l’informazione, e troppa abitudine a considerare accettabili solo i giornalisti compiacenti”.

“Berlusconi ce ne dà dimostrazione quotidiana – ha continuato il rappresentante della stampa italiana – e vuole una nuova normativa sulle intercettazioni per stroncare la cronaca giudiziaria. Il sindacato dei giornalisti, impegnato in una battaglia strenua contro ogni bavaglio, rigetta perciò qualsiasi atteggiamento di intimidazione contro l’informazione, anche quando venga espresso – ha concluso Natale – da un esponente dell’opposizione come è l’onorevole D’Alema”.

Maria Saporito