Si cercano il legami esteri di Shahzad, autore del fallito attentato di Times Square

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:37

Dopo essere stato riconosciuto, grazie alle telecamere poste a Times Square, e  catturato dalla polizia prima che riuscisse a spiccare il volo verso il Dubai, Faisal Shahzad, l’autore del fallito attentatato di sabato scorso a Times Square, sta fornendo interessanti informazioni alle autorità statunitensi desiderose di capire i legami esteri del trentenne pakistano-americano.

Shahzad, che aveva ottenuto la cittadinanza americana lo scorso anno, aveva sostenuto, in un primo tempo, di aver agito da solo e di non essere in contatto con nessuna cellula terroristica. Successivamente, ricostruendo il suo passato, ha raccontato alle autorità di essere stato addestrato alla fabbricazione di ordigni nel Waziristan, regione nordoccidentale del Pakistan.  

Per l’autobomba parcheggiata nel cuore di Manhattan, poi disinnescata dalla polizia dopo la segnalazione da parte di un noto ambulante della zona, Shazad è incriminato con cinque capi d’accusa legati al terrorismo e, se venisse condannato, rischierebbe l’ergastolo. La via della collaborazione con gli inquirenti potrebbe invece portare al patteggiamento e ad uno sconto della pena.

I media e delle fonti vicine alle indagini riferiscono che a Shazad non è ancora stato assegnato un avvocato difensore e la decisione di collaborare con le autorità potrebbe evitargli di comparire davanti ad un giudice, entro le prossime 48 ore. A quanto pare, Shahzad starebbe fornendo “complicati dettagli su ciò che ha fatto all’estero” e ad ogni modo il suo profilo sembra diverso dal “classico” terrorista di matrice islamica. Shazad proviene da una famiglia benestante, essendo figlio di un vice maresciallo dell’aviazione pakistana. Questo gli ha garantito una posizione sociale rispettata, visto che in Pakistan l’istituzione militare è una delle più potenti e considerate. Nel 1998 è arrivato negli Stati Uniti, grazie ad un permesso per motivi di studio, e così ha potuto frequentare l’università a Washington e nel Connecticut laureandosi in scienze informatiche e ingegneristiche. Dopo la laurea, un master Mba, un matrimonio con una donna americana, dalla quale ha avuto due figli, e la cittadinanza americana.

Lo stile di vita di Shazhad e della sua famiglia non aveva mai destato preoccupazioni nei vicini di casa, ma New York (e l’America) oggi si interroga sul come possa accadere che un cittadino acquisito, di cultura e  radici sociali medio-alte, abbia potuto all’improvviso decidere di punirla, colpendola al cuore. L’attentato è stato sventato ma restano ancora molte cose da chiarire.

Stefano Valigi

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