Carlo Verdone: “Il cinema è malato e Berlusconi non è il medico adatto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:07

Andrà tra poco in onda su La7 il programma “Effetto Domino“, condotto da Myrta Merlino, che vedrà un (quasi) inedito Carlo Verdone esporsi sia positivamente sia negativamente sul cinema italiano: il dibattito infatti sulla crisi dei film prodotti nel nostro Paese e l’industria che vi ruota attorno è particolarmente caro al regista e attore, che non perde l’occasione per sottolineare quali siano le cose che proprio non gli vanno giù, a partire dall’atteggiamento del premier Silvio Berlusconi nei confronti della macchina cinematografica made in Italy.

Verdone non nega di avere ben presenti i mali del cinema italiano:” per curarli però “ci vuole un medico premuroso che voglia bene al paziente e che si prenda cura del caso: Berlusconi è un ottimo medico per la televisione, ma per il cinema no, penso che non gliene importi niente”.
L’atteggiamento del premier passa però in secondo piano quando si tratta di affrontare la consegna del David di Donatello alla carriera che Verdone riceverà in occasione della cerimonia di consegna ormai prossima: “Il David alla carriera è una presa in giro: io sto ancora lavorando. Datemelo quando salirò sul palco appoggiandomi a qualcuno e mi tremerà la statuetta in mano”. Come nota lo stesso Verdone, in effetti se si voleva in questo modo premiare il suo lavoro e in particolare il suo ultimo film “Io, Loro e Lara”, uscito qualche mese fa, tanto valeva farlo essere in concorso. “il problema”, per il regista, “è un certo snobismo nei confronti della commedia che è il genere che tira la carretta di tutti quanti”. Che sia questa la ragione delle tante critiche?

Il discorso di Verdone poi si ampia e arriva a comprendere la cultura e come essa viene interpretata nel nostro Paese: “La cultura la vedo malata perchè esiste un grande equivoco: si sta confondendo la cultura con l`intrattenimento e quindi è molto complicato per le nuove generazioni capire cosa è veramente valido e cosa è effimero”. Poi aggiunge: “anche attraverso la proiezione nelle scuole, bisogna preparare il pubblico a una cultura più elevata: l`educazione oggi passa per il 70% dalla tv, dove ci sono molti brutti esempi e poche cose buone”.

Rossella Mazzanti

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